Gioco
La Fiorentina-spettacolo fa cinquina con il Genoa
Viola stellari a Marassi: doppiette di Rossi e Gomez e singolo di Aquilani I rossoblù subiscono per tutto il match la superiorità dei gigliati
GENOVA. Doppietta di Pepito Rossi al terzo sigillo in due gare di campionato (ancora uno e arriverà a quota 100). Doppietta di Mario Gomez che finalmente, per la gioia dei tifosi viola e dei compagni di squadra, s’è sbloccato regalando e regalandosi le prime gioie in serie A. E prima dei due attaccanti era stato Aquilani a sbloccare il match.
A Genova finisce 5-2 per la Fiorentina che sigilla nel modo migliore la quarta gara in 10 giorni. I viola danno spettacolo, specie nel primo tempo che è da manuale del calcio. E Montella, espulso al 90’ per proteste, non vede il secondo gol del tedesco su rigore in pieno recupero (fallo di mano di Sampirisi, espulso per doppia ammonizione). Poco male però: la vittoria è saldamente conquistata, la sesta esterna consecutiva considerando anche il finale della scorsa stagione e il successo nei play off di Europa League a Zurigo.
Da applausi tutti i viola, , compreso Neto autore di un paio di interventi Bellissimi per i viola i primi 45’ con tre gol tutti d’autore: mica è da tutti farlo con tanta autorità in trasferta, su un campo comunque ostico come Marassi. Non è da tutti giganteggiare così in mezzo al campo. Aquilani apre la danze dopo soli 10’ con un colpo di testa in mischia su angolo di Borja Valero, Rossi fa centro dopo 4’ con un gran tiro al volo (su passaggio di Gomez) che piega letteralmente le mani a Perin. E al 41’ arriva il tanto atteso gol dell’attaccante tedesco che concretizza, con un tocco pronto e velenoso, un preciso cross di Pasqual. Lo stesso Gomez, in apertura del match (3’), a aveva pure colpito il palo - il quinto per lui finora, amichevoli comprese - su splendida apertura di Aquilani, e nella stessa azione Rossi aveva fallito un’occasione a dir poco clamorosa.
Tanta, tantissima Fiorentina insomma, pur priva di un elemento importantissimo come Cuadrado che Montella, per il fastidio al polpaccio accusato giovedì contro il Grasshopper dal colombiano, ha deciso di non rischiare, dirottandolo in panchina. Proprio l’esclusione di Cuadrado ha spinto il tecnico viola - fischiatissimo dai tifosi rossoblù per i suoi exploit in passato nella Samp - a ridisegnare la squadra. E lo ha fatto con effetto-sorpresa, schierando Borja Valero alle spalle di Gomez-Rossi e affidandosi all’esperienza del rientrante Ambrosini a centrocampo insieme a Aquilani e Pizarro. Praticamente uno schieramento a rombo che ha dato modo di valorizzare la bravura, l’esperienza e l’intelligenza tattica, già nella prima parte di gara, dei quattro centrocampisti.
E il Genoa? Dopo i festeggiamenti prima del match per il suo 120° compleanno, la squadra rossoblù imbottita di ex della Fiorentina a partire dal tecnico Liverani, all’esordio casalingo, ha sofferto il gioco e la personalità viola anche se, spinta dai suoi tifosi che pure non risparmiavano cori contro patron Preziosi, qualche occasione ha saputo costruirla, sempre con Gilardino di testa cui però s’è opposto Neto, solo che prima e dopo i viola, sempre pronti a colpire, avevano fatto altri due gol. Il portiere brasiliano, nel primo tempo, s’è preso l’ennesima ammonizione, la terza in quattro partite, per perdita di tempo.
Anche la ripresa regala emozioni: Gilardino trova lo spunto vincente dopo 9’ eludendo la guardia di Compper ma la gioia dell’ex viola dura un soffio perché un minuto dopo Rossi va a segno ancora ben imbeccato da Aquilani. Passano 5’ e il Genoa fa centro di nuovo, stavolta con Lodi su rigore concesso per un dubbio contatto Compper-Gilardino. E’ un momento delicato per la Fiorentina, vuoi per la stanchezza ( quarta gara in 10 giorni), vuoi perché i rossoblù tentano il tutto per tutto. Ma dura solo un momento. E i viola meritano questo trionfo costruito con la classe, il gioco, il cuore, il carattere e la capacità di colpire l’avversario al momento giusto. Proprio come aveva chiesto Montella alla vigilia.
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