Il Tirreno

Livorno

«E il bello verrà dopo la sosta...»

di Giulio Corsi
«E il bello verrà dopo la sosta...»

Nicola, piedi per terra ma anche orgoglio. «Questa squadra ha disciplina e identità. Bene i nuovi, Greco è un fenomeno»

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INVIATO A REGGIO EMILIA. Se la vendetta è un piatto da gustare freddo, il Livorno di Nicola sembra uscito da una guida del Gambero Rosso. Tre mesi dopo la beffa tra la via Emilia e il west, quattro gol e tre punti come questi valgono quanto dieci spareggi in B.

Il mister non ci pensa neanche a riaprire vecchi libri, ma sul peso specifico di questo colpaccio è chiarissimo: «Significa meno 37 al nostro obiettivo. E' un miraggio ancora lunghissimo, ma intanto ci godiamo l'exploit e mettiamo via 3 punti. E' un po' come il Verona che vince col Milan: prendi la vittoria e accumuli fieno in cascina». Tiene i piedi inchiodati al pavimento Nicola, e l'emozione alla fine è più quella dell'uomo che dell'allenatore vincente, quando dedica questa serata al preparatore atletico Gabriele Stoppino dimostrando un equilibrio nella scala dei valori non comune che ha fatto innamorare una città. «Ha perso il papà venerdì, ci conosciamo da tempo, per me è stata una settimana molto particolare, ci sono cose che vanno oltre al lavoro».

Nessun trionfalismo nella celebrazione dei corsari amaranto, ma la consapevolezza che la strada è giusta. «Abbiamo fatto una partita tatticamente molto interessante, sul gioco da fermi abbiamo saputo portare una pressione molto alta, e poi tenerci forte quando c'era da ripiegare». Sul primo tempo di sofferenza, il mister è d'accordo a metà. «Nel primo tempo abbiamo fatto cose buone, ma in alcuni momenti non siamo stati così fluidi nella manovra. D'altra parte tre giocatori sono pervenuti solo ieri (sabato, ndr) e nonostante abbiano tutti un passato in squadre importanti non era così semplice inserirli. Nella ripresa poi abbiamo saputo leggere bene la situazione e ho visto una squadra che ha abbinato ordine tattico ma anche un'identità di gioco importante».

Già, i tre nuovi e la mezza polemica di sabato. Nicola ci torna per chiarire bene un concetto: «Siamo una piccola realtà. Il gruppo ha fatto 45 giorni di ritiro, ma i giocatori nuovi si sono allenati appena quattro volte. La sosta capita ad hoc, e adesso in due settimane i nuovi arrivi dovranno fare quel che fatto in un mese il resto della squadra. Una cosa però voglio sottolinearla: ho fiducia nel presidente e l'ho sempre avuta. Anzi aggiungo che lui dimostrerà la voglia di fare ancora qualcosa».

Si sale sul pullman con tre punti pesantissimi per la classifica ma anche per il morale. «Io ero fiducioso anche contro la Roma, e anche in quell'occasione ho visto una squadra determinata. Stavolta contro una squadra simile a noi abbiamo dimostrato che possiamo essere competitivi. Il Sassuolo mi aveva fatto una grande impressione contro il Torino, davanti ad una squadra che li aspettava erano stati abili a lavorare sugli esterni. Pensavo che ci potessero mettere in difficoltà, a tratti ci sono riusciti ma nel secondo tempo siamo abili, corti, determinati. Ora dobbiamo lavorare duro: dopo la sosta vedremo come riusciremo a crescere».

Un Livorno che seppur nel primo tempo abbia faticato a macinare gioco, di certo non si è mai nascosto: sbarazzino nell'atteggiamento anche quando la costruzione non brillava. «Io credo che se non proponi non fai calcio. Certo puoi perdere, contro squadre della tua stessa realtà se non più alta, ma serve il coraggio di divertirsi e di far divertire il pubblico cercando di portare a casa il risultato. Questa è la nostra filosofia, anche se poi per essere sbarazzini, bisogna essere anche intelligenti in altri contesti, prudenti dove necessario, ma comunque il mio Livorno deve sempre proporre calcio».

Gli chiedono della crescita durante la partita di Biagianti, della carica di Emeghara, ma il faro del mister si accende su Greco, l'uomo che ha spaccato in due la partita e ha fatto capire ai guerrieri che la battaglia si poteva vincere. «E' una mezzala mancina che per me ha qualità tattiche eccezionali, è abile a lavorare da mezzala ma anche in altre parti del campo, abile a cambiare fascia, ha capacità rientro, di contrasto, qualità balistiche».

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