Il Tirreno

Livorno

Pavoletti vuol farci l’ultimo scherzetto

di Andrea Masini
Pavoletti vuol farci l’ultimo scherzetto

Il figlio del maestro di tennis di villa Lloyd sta per passare al Varese, ma stasera potrebbe punire il suo amato Livorno

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Umili origini, e tanto (ma tanto) lavoro. Gavetta compresa, visto che Leonardo Pavoletti la Serie A l’ha raggiunta a 25 anni. Non tardi, ma nemmeno troppo presto, vivendo domenica 25 agosto una serata speciale che ogni calciatore culla sin da bambino; è stato un po’ come aprire il cassetto dei desideri e trovarci dentro l’emozione del debutto sul grande palcoscenico del calcio italiano. Provare per credere, oppure chiedete appunto al bomber labronico (classe 1988), attualmente in forza al neo promosso Sassuolo. Domenica sera, infatti, al minuto 72 Eusebio Di Francesco lo ha chiamato: “Vai Leo, tocca te”. Lo stadio è l’Olimpico di Torino, tana granata. Il momento tanto atteso è finalmente arrivato, dentro Pavoletti fuori Farias sotto una pioggia torrenziale e sul punteggio di 2 a 0 per il Toro. Il livornese lotta, gioca di sponda, e a pochi minuti dal triplice fischio rischia addirittura di scrivere la storia sfiorando il primo gol nella massima serie della società emiliana. Ma niente da fare, appuntamento rimandato a chissà quando a fronte dell’imminente passaggio di Leonardo al Varese (prestito oneroso con diritto di riscatto e conseguente contro riscatto per il Sassuolo): “Lo stiamo aspettando per rinforzare l'attacco – ha commentato l’amministratore delegato dei biancorossi, Vincenzo Montemurro – dopo di che la squadra sarà al completo; la nostra idea è quella di non muovere più nulla né in entrata né in uscita, nonostante sappiamo tutti quanto il mercato sia imprevedibile da qua al 2 settembre”. Umili origini, eppure umili atteggiamenti. Perché una volta toccato il cielo con un dito, in tanti se lo sarebbero tenuto stretto senza meditare. E invece Leonardo, che da piccolo si è cimentato anche con il tennis (il padre è Maestro al Tennis Club Livorno, mentre la madre è Dirigente Scolastico delle scuole medie) e il judo, ha deciso d’intraprendere una seconda avventura nel torneo cadetto, sempre che al Sassuolo da qui a lunedì sera (ore 23) arrivi un centravanti di spessore (si parla di Belfodil dell’Inter, che raggiungerebbe Schelotto). L’occasione, al Varese, per giocare con maggiore continuità e confermarsi ad alto livello (11 reti in 33 presenze la passata stagione con la maglia nero verde) in vista di un futuro ancor più luminoso in Serie A, facendo leva su un contratto che lo lega al Sassuolo fino al 30 giugno del 2015. Intanto, però, c’è da dire (e sottolineare di rosso) che uno dei tantissimi “bimbi” che corrono e crescono sulla miriade di campi livornesi (in erba, ma soprattutto di terra), è riuscito a coronare un sogno, aprendo finalmente quel cassetto chiamato Serie A e dimostrando che con la forza dell’orgoglio, il sudore e l’umiltà tutto è possibile. Perché chi lo conosce sa benissimo che tipo di persona è Leonardo: un “grande”, si direbbe a Livorno. Un ragazzo tutt’altro che presuntuoso, disponibile e “ospite” fisso del moletto di Quercianella o protagonista nel gabbione dei Bagni Lido insieme alla fidanzata Elisa e agli amici di una vita. Quegli stessi amici con i quali ogni volta che torna a casa condivide serate nei tradizionali e storici locali labronici, pizze e Coca Cole. Non certo aragoste e champagne. Perché Leo Pavoletti è questo. Un figlio, umile, dei Quattro Mori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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