Gioco
Ora Pistolesi aspetta una chiamata in panchina
«Incredibile che una città con questa tradizione debba vivacchiare in categorie senza ambizioni»
LIVORNO. Gente di mare, gente cresciuta a pane e basket e che della palla a spicchi non può proprio farne a meno. Perché a Livorno, storicamente, è come se fosse una “malattia” diffusa tra giocatori, appassionati e allenatori. E Marco Pistolesi, coach nostrano in rampa di lancio, non fa certo eccezione; reduce da una stagione esaltante al timone della Nba Altopascio in Dnc (ex C1), con la quale ha raggiunto il traguardo playoff nonostante l’obiettivo salvezza dichiarato a inizio stagione, il Pisto è tuttavia ancora oggi alla ricerca di una panchina dopo un’estate trascorsa in palestra in compagnia di Luca Bechi (head coach della Virtus Bologna) e delle cestiste Masciadri (nazionale azzurra) e Yacoubou (argento olimpico a Londra 2012 con la Francia).
Pistolesi, che tipo d’opinione si è fatto sull’attuale situazione del basket livornese? «Innanzitutto reputo assurdo che una città con la nostra tradizione debba vivacchiare in categorie medie e soprattutto senza coltivare ambizioni; capisco la crisi economica, capisco e il contrario di tutto, ma non certo la totale assenza d’imprenditori vogliosi di metterci faccia e passione per rilanciare un movimento che pullula d’individui capaci in ogni settore, a cominciare da giocatori, allenatori e dirigenti».
Secondo lei, quale scintilla occorrerebbe per far tornare il basket di vertice a Livorno? «Rischio di ripetermi, ma credo fermamente nell’idea di una figura forestiera importante che possa essere poi collegato e integrato nel tessuto cittadino; un investitore importante che riporti energia e entusiasmo». Quanto le manca la panchina? «La mia è una grande passione e sfrenato desiderio di stare in palestra ed è la stessa sia che tu alleni un gruppo di Under 13 piuttosto che una prima squadra».
Qual è il più bel ricordo della sua carriera di allenatore? «Vedere uno splendido, ed evidenzio splendido, gruppo di ragazzini classe '95 della Pallacanestro Livorno all'epoca Esordienti, compiere passi da gigante in una sola annata; un’emozione unica, che porterò sempre con me con enorme orgoglio». E infine, se dovesse scegliere il giocatore più bravo che ha mai allenato su chi alzerebbe l’asticella? «Non me la sento di fare un nome in particolare. Tanti bravi, questo è sicuro. Tanti uomini prima che bravi cestisti. In compenso però potrei puntare il dito sulle campionesse al femminile, Raffaella Masciadri e Isabelle Yacoubou che negli ultimi giorni ho avuto il piacere di seguire insieme a Giulio Antonini e sotto la guida di coach Bechi ospiti della Pielle al PalaCecioni»
Andrea Masini
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