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Livorno

Il killer Innocent «Livorno ti salverò»

di Fabrizio Pucci
Il killer Innocent «Livorno ti salverò»

La carica di Emeghara: «Se Nicola vuole, domenica gioco»

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LIVORNO. Innocent Emeghara è un tipo simpatico con la faccia di chi la sa lunga. Ha lo sguardo sornione. Sembra sovrappensiero, ma in realtà scruta chi ha di fronte. E di giornalisti, seduti davanti a lui in un ordinario pomeriggio d'estate deponente ce ne sono tanti. Lui li osserva, silenzioso. E sorride. Chissà. Forse fa così pure in partita. Guarda i difensori e poi li brucia sul tempo con la sua velocità da centrometrista. Tanto rapido è in campo, lo Svizzero d'ebano però, tanto è lento nel parlare. Pare un controsenso, ma è così. D'altronde se nasci gazzella non puoi che correre, ma le lingue non si imparano in un giorno. Eppure nel suo italiano faticoso, Innocent, regala parole al miele per chi ama la maglia amaranto.

Per i tifosi. Spesso la presentazione ufficiale di un nuovo acquisto si trasforma nel festival delle ovvietà. Emeghara per un minuto sembra parteciparvi con ottime chance di vittoria perché comincia la conferenza stampa con un'affermazione classica: «Sono molto felice di essere qui e cercherò di dare sempre il massimo per la mia nuova squadra».

Tutto vero, ma pure scontato, fino a quando il nuovo bomber non cava dal cilindro la frase che scalda il cuore dei tifosi: «Voglio fare del mio meglio per questa maglia e per i livornesi. E voglio vincere tanto e segnare per loro. Quando ho capito che potevo venire mi sono informato su tutto: città, tifosi, società, presidente. Non sono digiuno di Livorno e sono contento di essere qui». Niente male e soprattutto non ha l'aria di essere un atteggiamento ruffiano.

Anno cruciale. All'inizio del 2013 Emeghara è sbarcato a Siena dove, praticamente da solo, è quasi riuscito nell'impresa di salvare i bianconeri segnando sette gol in diciassette partite. Un esordio con il botto nella massima serie italiana. Adesso molti lo attendono al varco. Per questo motivo, la stagione appena cominciata potrebbe essere quella sua definitiva consacrazione.

Innocent spiega: «Sinceramente non so se devo viverla così. La realtà è che avevo molte richieste, ma ho preferito restare in Italia per misurarmi di nuovo con il campionato di serie A. Ringrazio il Livorno che mi ha cercato con decisione. Spero di poter ricambiare la fiducia che i dirigenti hanno riposto in me. Non è stata una trattative semplice, ma ora sono qui e sono soddisfattissimo e non voglio più pensare al passato e alle difficoltà dei giorni scorsi».

Primi giorni. L'approccio con la nuova realtà è stato soft. Nessun tipo di problema. Anzi: l'attaccante svizzero ha ricevuto un'accoglienza calda e affettuosa. Ma da questo punto di vista non potevano certo esserci dubbi, dal momento in cui nello spogliatoio vige l'armonia: «Sì, il gruppo mi piace. In questi giorni ho già giocato con Paulinho e l'inizio è stato positivo. Mi sembra che ci troviamo bene e che anche dal punto di vista tattico possiamo giocare insieme senza troppi problemi. Mi piace l'idea di trovarmi in una squadra che adotta un tipo di gioco adatto alle mie caratteristiche». Già. 'Eme' corre e segna parecchio: «Sì, ma non chiedetemi quanti gol spero di fare. Qui c'è solo da lavorare tanto senza pensare. Non si fanno certe promesse. Di sicuro darò tutto e mi impegnerò al massimo per dare il mio contributo ai compagni di squadra Il nostro obiettivo è la salvezza e dobbiamo concentrarci su quello. Tutto il resto non conta nulla».

Pronto per l'uso. Innocent Emeghara è arrivato mercoledì. Domenica sera si gioca a Reggio Emilia con il Sassuolo e Davide Nicola potrebbe decidere di gettare subito il giocatore nella mischia se non dal primo minuto, almeno in corso d'opera. L'ex bianconero intanto, in conferenza stampa ha già dato la sua disponibilità: «Sono pronto perché ho svolto tutta la preparazione con il Siena. Le mie condizioni atletiche sono buone per cui, se il mister mi chiama, posso rispondere presente senza problemi». Innocent, insomma, c'è. Con il suo italiano lento, ma con i suoi garretti veloci che possono spaccare in due le difese avversarie. A cominciare da quella del Sassuolo domenica sera.

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