Il Tirreno

Livorno

dagli spogliatoi

Lo stadio di Cucinelli è il primo senza barriere

Intanto mister Esposito ribadisce il concetto: la Coppa Italia non è la nostra priorità

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Un campo da gioco in perfetto stile Brunello Cucinelli. Con le principali strutture in legno, senza barriere - il primo nella Lega Pro con questa caratteristica - e con tanto verde intorno. Non poteva essere altrimenti. Il re del cachemire, dopo i successi mondiali con l'azienda di Solomeo, punta in alto anche con la sua squadra di calcio umbra del Castel Rigone. E lo fa a partire dal rinnovato stadio che ieri ha ospitato l'esordio stagionale tra i professionisti, con la prima partita ufficiale in casa per la Coppa Italia di Lega Pro contro il Prato. L'impianto sportivo ha un look rifatto ad immagine e somiglianza del suo presidente, che lo ha «rivestito» per lo storico approdo in Seconda Divisione, con la società che in 15 anni è riuscita a passare dalla terza categoria ai professionisti. Lo stadio, come detto, è il primo della Lega Pro senza barriere: al posto delle recinzioni ai bordi del campo si trovano ora siepi di alloro ed altre piante. Cucinelli ha voluto oggi ringraziare «la Federazione, il presidente e il direttore generale, che ci hanno dato questa grande opportunità, almeno per me, di poter giocare senza barriere, il sogno della mia vita».

Il tecnico biancazzurro Vincenzo Esposito a fine gara ribadisce questo concetto. «La coppa non rientra nelle nostre priorità, pur cercando di onorarla, forse le motivazioni non erano al massimo, magari abbiamo trovato davanti un Castel Rigone che aveva più entusiasmo e voglia, che era alla sua prima gara in Lega Pro, ma soprattutto abbiamo una rosa basato su un gruppo di 12-13 titolari e in questa gara avevamo fuori cinque elementi importanti, pertanto non mi aspettavo grandi cose. Nessun campanello d'allarme per questa sconfitta, perché sono consapevole che posso contare su un gruppo competitivo quando siamo al completo. Viceversa possiamo andare incontro a qualche difficoltà. Abbiamo una rosa volutamente corta, per scelta della società, ma che non può permettersi defezioni. Il mio compito dovrà essere mantenere al massimo questo gruppo, sempre al top e cercando di prevenire eventuali infortuni.»

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di Redazione web