Il Tirreno

Livorno

Beach tennis Gli innamorati dei racchettoni

di Francesca Gori
Beach tennis Gli innamorati dei racchettoni

A Marina di Grosseto il campionato italiano dello sport che ha conquistato le spiagge

7 MINUTI DI LETTURA





MARINA DI GROSSETO. Fino a qualche anno fa, sulla spiaggia, c’erano babbi che sbuffavano e figli che insistevano per giocare a racchettoni. Fino a qualche anno fa le mamme restavano sdraiate al sole, sotto l'ombrellone. Ora tutto è cambiato. Sulla spiaggia, soprattutto in Maremma, è vietato arrivare senza una racchetta sulla spalla. Uomini, donne, grandi, piccini.

Si gioca a beach tennis, si prendono lezioni direttamente negli stabilimenti balneari e si organizzano tornei e partitelle. Ogni santissimo giorno e con tutte le condizioni meteo possibili: dal sole al vento chi impugna una racchetta da beach non si ferma davanti a nulla. Che poi ci sono i tornei: ed è lì che mamme dolci e premurose, una volta indossata una fascia per tenere su i capelli, si trasformano in vere e proprie macchine da competizione. È la sfida, bellezza, e nessuno può farci niente. La stessa che per tre giorni ha portato più di 130 coppie al Campionato italiano di Beach tennis organizzato dalla Federazione Toscana Beach al bagno Gabbiano Azzurro di Marina di Grosseto. Negli otto campi allestiti allo stabilimento balneare si sono affrontati i campioni di seconda e terza categoria maschile e femminile. Quelli, per intendersi, che come livello sono subito sotto ai campioni del mondo. Che sono italiani, tutti e sono soltanto dieci: il top della racchetta in fibra di carbonio, i magnifici dieci della prima categoria. Tutto il resto è spalmato tra la seconda e la terza. Campioni, anche loro, abituati a mordere la sabbia e respirare polvere.

Al Gabbiano Azzurro di Marina di Grosseto sono arrivati tutti con il loro borsone colorato sulle spalle e con i calzoncini corti. Colorati, anche quelli. Perché se c’è una cosa che caratterizza questo sport è l’allegria. E l’agonismo, quando si scende in quel quadrato di sabbia con la rete alta un metro e settanta centimetri davanti. Le coppie, quelle forti, quelle che per tre giorni da venerdì a domenica si sono incrociate sui campi da gioco non erano alla fine troppo diverse da chi, sulle spiagge maremmane si incrocia ogni giorno per la partitella. Da chi sciama, da un bagno all’altro per trovare gente che condivide la stessa passione. E magari qualcuno da stracciare e umiliare a suon di punti conquistati.

Quest’estate, a Marina di Grosseto, va così. E non poteva essere altrimenti. Perché in Toscana, dove ora si gioca a beach tennis in varie province, con i campi inaugurati a San Vincenzo, in Versilia, ma anche a Pisa, questo sport ce l’hanno fatto nascere Luca Bidolli e Riccardo Donnini. Il seme è quello del beach soccer, con i calci al pallone e le rovesciate sulla sabbia. «Alla fine degli anni ’90 furono loro a organizzare un torneo di racchettoni a Principina a Mare», racconta Luca Giabbani, terza categoria eliminato ai quarti del campionato. Da allora, le spiagge della Maremma sono state destinate a cambiare volto. «Via via andavamo a vedere i tornei che venivano organizzati in altri posti - continua - soprattutto in Emilia Romagna, dove questo sport è nato e dove già si giocava utilizzando racchette di altri materiali». Luca Bidolli è tecnico federale e ct della nazionale. Lo è diventato, dopo che aveva fatto esplodere la mania del beach tennis in Toscana. Lo è diventato dopo che insieme a Donnini aveva organizzato quel lontano torneo a Principina con i racchettoni di legno e le palline di plastica. È lui il direttore del Campionato italiano di beach che si è svolto a Marina. Ed è lui, insieme al suo gruppo di amici d’allora ad aver contagiato la costa maremmana. «Questo sport è nato in Emilia Romagna - spiega Bidolli - e sono tantissimi gli atleti che provengono da quella regione. Ma la Toscana, quest'anno occupa il secondo posto proprio grazie al ruolo che gioca la Maremma, dove il beach tennis è diventato davvero un fenomeno». E infatti, gli atleti più quotati della seconda fascia erano a Grosseto: tra loro, anche le due campionesse italiane ed europee, Michela Zanaboni, la grossetana che ha dovuto dire addio alla finale per uno strappo durante il match di sabato e Flaminia Daina, che ieri ha conquistato il podio. In cima ai sogni delle donne e degli uomini che giocano a beach tutto l’anno, che si allenano alla faccia dei loro trenta, quaranta e cinquant’anni e che d’estate se ne fregano delle pance un po’ più tremule o dei glutei un po’ più flaccidi, durante il Campionato c’erano loro: gli atleti che sono usciti dal rettangolo di gioco con il trofeo in mano.

Il tabellone, di tutte le categorie in gara, lo avevano imparato a memoria. E il risultato, che non è stato scontato, è rimasto loro impresso.

Nel doppio maschile di terza categoria, Angeli - Valmori hanno battuto Mancuso - Serantoni 6-2 il primo set e 7-5 il secondo. Nella seconda categoria, dove la sfida tra i maschi raggiungeva davvero il livello di quella tra titani, il punteggio è stato di 6-4 e 7-5 per la coppia Benussi - Beccaccioli contro Chiodini-Mancuso.

«La facilità con la quale si cominciano a tirare i primi colpi e a fare i primi scambi - spiega ancora Luca Giabbani, che insegna al Tennis club Europa di Grosseto - è il segreto del successo di questo sport. Le persone che cominciano a prendere lezioni imparano presto a divertirsi». È un gioco veloce, un gioco nel quale non c’è bisogno di muoversi tantissimo. Dove la pallina, insomma, si ributta di là dalla rete senza troppa difficoltà. Ed è per questo che anche tante donne hanno cominciato a giocare. E sotto l’ombrellone, al mare, non si sente quasi altro: tra un pettegolezzo e un’occhiataccia, la domanda arriva sempre puntuale: «Si gioca?». E la risposta è sempre sì. E quando si alzano le donne dai lettini, non ce n’è per nessuno. Nonostante che poi le performance non siano come quelle delle campionesse che ieri erano al Gabbiano Azzurro, dove il doppio femminile di terza categoria è andato alla coppia Piraccini-Prati che ha battuto le avversarie Bruschi-Berardi 9-4. Mentre nella seconda categoria la campionessa Daina con la collega Carli non hanno risparmiato il duo Cini-Calise. Il match è finito 9-5.

Ma quello che diverte, anche durante le partitelle della domenica, sono i doppi misti: diverte le femmine, soprattutto, che giocano insieme ai maschi trasformati, almeno sul campo e almeno per un set, in veri e propri cavalieri. Guai, infatti, a schiacciare su una donna. Guai, a impallinarla. Anche se dall’altra parte ci sono donne che sanno il fatto loro. E rispondono sfoderando una grinta che mette in riga anche i maschi. Al campionato italiano si è visto quando sono finiti i set delle finalissime di doppio misto: in terza categoria lo hanno conquistato la coppia Ciani-Bruschi, che ha battuto Tronci-Vincis 9-3, mentre nella seconda categoria Curlielli- Cappuccini hanno portato a casa il trofeo contro Bondioli - Ponti. Il set è finito 9-8.

Competizione, sudore, fatica. Ma soprattutto un gran divertimento. «Il segreto vincente è questo - dice ancora Giabbani - ed è per questo che le scuole di beach funzionano bene. Dai bambini agli adulti ormai questo sport è uscito dalle spiagge ed è entrato nei tennis club, dove nessuno ormai lo considera uno sport di serie B». Ed infatti, quando si gioca e soprattutto quando si impara lo si fa sotto l’egida della Federazione italiana tennis che detta le proprie regole. « E sono regole precise - continua il maestro - che non possono essere considerate optional».

Regole che vigono sempre. E che si imparano. Come il darsi il cinque quando si cambia campo o lo scusarsi quando la pallina tocca la riga di rete e finisce sulla sabbia. In quel modo, segnare punto è davvero facile, ma il bon ton non scritto, il Galateo degli sportivi che per quel punto vorrebbero gridare gioia, impone questo. Gesti e rituali che accompagnano le partite anche di chi gioca solo la domenica e che comunque, nonostante il sole (che alla fine abbronza) e il vento (croce e delizia di chi pratica questo sport), trova la forza per alzarsi dal lettino e restare concentrato per ore, con la racchetta in mano.

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web