Gioco
Giomi: «Italia, un argento e tante delusioni»
MOSCA. Un risultato «insoddisfacente», che richiede «molto lavoro da fare», «aggiustando» il modello organizzativo e «cambiando la mentalità dei nostri atleti, ma anche quella dei nostri tecnici»,...
MOSCA. Un risultato «insoddisfacente», che richiede «molto lavoro da fare», «aggiustando» il modello organizzativo e «cambiando la mentalità dei nostri atleti, ma anche quella dei nostri tecnici», in particolare «rafforzando l'esperienza internazionale». Nell'ultima giornata dei XIV campionati mondiali il presidente Fidal Alfio Giomi e il dt Massimo Magnani tracciano un bilancio a Casa Italia sui risultati della squadra azzurra alla rassegna iridata, incollati all'unico argento della Straneo nella maratona donne. Per il resto solo 2 primati personali, 13 stagionali, e tante delusioni (Donato, Trost), infortuni (Greco) e sfortuna (squalifica della 4x400 femminile). «C'è molto da lavorare - ha osservato Giomi - ancor più di quanto pensassi all'inizio. Più cresce il livello dell'evento e più ci si rende conto che l'atletica italiana non è adeguata».
«Non perchè ci si dovesse aspettare qualcosa di più - aggiunge il Dt Massimo Magnani - ma alcune cose non sono andate come dovevano. Non è stato, come si pensava alla vigilia, il Mondiale degli assenti, ma una rassegna di grande qualità con generazioni emergenti di altri Paesi con i quali dovremo tutti fare presto i conti». «In positivo - continua il presidente Giomi - Mosca ci ha permesso di fare una fotografia nitida dell'atletica italiana. Finora ci siamo trovati a gestire l'esistente, ma il risultato di questi Mondiali non può essere soddisfacente. Il triplista Daniele Greco era senz'altro la punta della nostra squadra ed è stato messo fuori gioco da un infortunio. Tuttavia non credo che anche se avesse vinto con 18 metri, ora sarei qui ad esprimere una valutazione complessiva molto diversa. Il suo incidente non è stata semplice sfortuna. Dobbiamo indagare meglio e capire la ragione profonda di questi suoi continui problemi fisici». Certo, gli infortuni rientrano nel gioco quando si fa attività ad alto livello. «Ma il nostro sistema - spiega Giomi - deve sviluppare una maggiore capacità di prevenire certe problematiche. Questo aspetto sarà oggetto di forte riflessione perchè non possiamo perdere atleti e dobbiamo saper dare la nostra massima assistenza anche in questo senso. Quello del settore sanitario è un problema serio, l'aver perso una risorsa come il dottor Giuseppe Fischetto ci ha messo in grossa difficoltà. È vero c'è un' indagine della Magistratura in corso, ma io sono convinto che sia pulito al 101%».
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