Gioco
Bigazzi, gioia portoghese «Posso fermarmi qui...»
L’ex amaranto entusiasta dell’accoglienza all’Olhanense: «Posto sul mare, sembra la mia Cecina. Se mi trovo bene resterò a lungo, e ringrazio Novellino»
LIVORNO. La storia di Mirko Bigazzi è il coronamento di un sogno comune a milioni di ragazzi di tutto il mondo: sfondare nel mondo del calcio. Infatti in questa stagione il calciatore ex amaranto, nativo di di San Pietro in Palazzi, vestirà la maglia dell'Olhanense partecipando alla massima serie portoghese e misurerà il suo talento contro storici club di livello internazionale come il Benfica. Tutto è iniziato una ventina d'anni fa a Palazzi, dove Mirko (nato nel 1989) ha sempre vissuto ed ha iniziato a dare i primi calci al pallone.
Tutti gli allenatori ed i compagni che ha avuto se lo ricordano per due particolarità: il talento fuori dal comune e la bassa statura, tanto da preoccupare i genitori a causa del suo gracile fisico ed una crescita più lenta rispetto alla media dei suoi coetanei. Comunque sia il ragazzino si batte come un leone, fa sempre gol e risolve in favore della sua squadra tutte le partite sin dai primissimi campionati provinciali nella categoria "Pulcini".
Poi a 14 anni il passaggio dal Palazzi al Cecina, a 16 anni l'esordio in prima squadra nel campionato di Eccellenza. Il talento c’è e comicia ad essere espresso tanto è che dopo l’esperienza in rossoblù Bigazzi va a vestire la maglia della Primavera del Livorno, quindi alla Fiorentina per ritornare l'anno dopo ancora al Livorno. Poi due stagioni alla Carrarese in Seconda Divisione ed una al Gela Prima Divisione. Ed ecco che nella stagione 2011/2012 il Livorno decide che Mirko è pronto per giocare nel campionato di Serie B per essere riconfermato nella stagione conclusasi due mesi orsono con il ritorno del Livorno in Serie A.
Le prime emozioni al tuo arrivo in Portogallo?
«Era la prima volta che venivo in Portogallo. Sono stato accolto benissimo da subito. Olhào (la città in cui risiede il club) è sul mare ed assomiglia a Cecina. Sono molto entusiasta, non vedo l’ora di iniziare la stagione agonistica».
Il numero di maglia?
«Ho scelto lo stesso numero delle ultime due stagioni, il 24 che è il giorno di nascita di mia sorella Giulia».
Ti manca l’Italia? Vorresti tornarci quanto prima?
«Logicamente un minimo di nostalgia c’è ma adesso voglio solo concentrarmi su questa nuova esperienza, la prima all’estero. Se mi troverò bene non posso escludere di passare tutta la carriera qua. Chissà».
Stai per esordire in una vera Serie A: vorresti ringraziare qualcuno in particolare?
Le persone da ringraziare sono troppe. Se devo proprio citarne una, posso dire che la possibilità di arrivare ai massimi livelli mi è stata concessa dal mister Walter Novellino, che mi ha dato grande fiducia e spazio ».
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