Il Tirreno

Livorno

Quell'errore uguale e contrario

di Federico Buti

Se c’è una cosa che, pur nella profonda differenza delle due situazioni, sia la Fiorentina che il Livorno dovevano fare sul mercato, era quella di impostarlo fin dall’inizio sul rafforzamento della difesa - TORNA AL LIVEBLOG

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Se c’è una cosa che, pur nella profonda differenza delle due situazioni, sia la Fiorentina che il Livorno dovevano fare sul mercato, era quella di impostarlo fin dall’inizio sul rafforzamento della difesa.

Il motivo è presto detto: questo era il punto debole di entrambe le toscane, i numeri parlano chiaro. La Viola l’anno scorso ha avuto il secondo attacco del campionato - meglio della Juventus! - ma solo la quinta-sesta difesa ed è proprio a questo limite (oltre che al maggior favore che il Milan riscuote nel Palazzo) che deve la mancata conquista della zona Champions. Stesso discorso, in proporzione, per il Livorno: se fosse stato per la difesa non sarebbe andato in serie A. Ebbene, il mercato è ancora lungo e le possibilità di almeno attenuare questo serio problema ci sono eccome, ma al momento la situazione è rimasta più o meno uguale: tuttora la Fiorentina non ha una difesa da scudetto e nemmeno da zona Champions; tuttora il Livorno non ha una difesa da serie A e se in B prendeva più di un gol a partita, al piano di sopra rischia di prenderne perlomeno il doppio.

Come mai questa strana situazione? Perché, probabilmente, due stati d’animo opposti ed entrambi molto tipici hanno partorito lo stesso errore. A Firenze seguitano a considerarsi capitale d’Italia e di bellezza, mica possono perdere tempo e quattrini a cercare un portinaio o qualche randellatore dell’area di rigore o della mediana; hanno fatto incetta di grandi fiorettisti e ora a una settimana dal via si stanno accorgendo che qualcosa non quaglia. Quanto a Livorno, l’improvvisazione, l’azzardo e le nozze coi fichi secchi sono quasi un vanto in tutti i campi, figuriamoci nel pallone dove il patron genovese li ha elevati a sistema e ci ha aggiunto una tonnellata di parsimonia, a voler parlare elegante.

C’è tempo, rimaniamo in fiduciosa attesa. Ma corre l’obbligo di segnalare che abbiamo già visto parecchie volte i fiorentini fregati dalla manìa di grandezza, e i livornesi dalla convinzione di essere molto furbi.

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