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Livorno

lutto nel canottaggio

È morto Fabrizio Mondolfi Oggi i funerali al cimitero dei Lupi

LIVORNO. Dolore e sconforto nel mondo del canottaggio e del palio. Si è spento a soli 56 anni, nella serata di lunedì, Fabrizio Mondolfi, in seguito a un infarto. Fabrizio era nato e cresciuto in...

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LIVORNO. Dolore e sconforto nel mondo del canottaggio e del palio. Si è spento a soli 56 anni, nella serata di lunedì, Fabrizio Mondolfi, in seguito a un infarto.

Fabrizio era nato e cresciuto in Borgo Cappuccini, quartiere a cui aveva consacrato la sua passione per lo sport. Innamorato del canottaggio fin dalla giovane età, aveva fatto parte della società labronica Circolo Ricreativo Portuali di Livorno, dove, insieme ad atleti come Piero Costanzo, Vladimiro Mannocci, e Vito Palazzolo ha vestito più volte la maglia della nazionale in competizioni importanti come i Campionati del Mondo Junior riuscendo anche a vincere il titolo di campione nazionale. Titoli, trasferte e soddisfazioni, ma il suo grande amore restava “il remo”, quello della squadra del suo quartiere Borgo Cappuccini, che ha continuato a tifare anche dopo essersi ritirato dalle competizioni.

Ex ragioniere del cantiere Benetti, Fabrizio è ricordato da molti per la sua grande umanità e professionalità, sempre al servizio dei più deboli. «Basti pensare – raccontano il fratello Alessandro e il cugino Paolo – che durante gli anni di crisi del cantiere chiese espressamente di lasciare gli uffici e lavorare insieme agli operai. Era davvero un uomo unico».

«Fabrizio era, oltre al mio grande amore, un uomo speciale in tutti i sensi – afferma la moglie Franca Banti – Sorridente, felice, sereno, sempre pronto a sostenerti nei momenti di difficoltà. Un vero mediatore, sempre in prima linea per rimettere le cose a posto con il sorriso». Fabrizio lascia anche due figli Alessio e Sara, rispettivamente di 28 e 23 anni.

I funerali si svolgeranno questa mattina alle 10,30 al cimitero dei Lupi. «Ci piacerebbe – fa sapere la famiglia – che venissero in tanti. Fabrizio era innamorato di Livorno e ha fatto tanto per questa città, si merita un saluto speciale, come era lui».

Ludovica Monarca

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