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IL PERSONAGGIO

Straneo no limits «A Rio avrò quarant’anni, ma ci sarò»

MOSCA. «Già prima di questa gara mi sentivo più forte, con alle spalle esperienze in più e maggiore consapevolezza. Ora penso agli Europei del prossimo anno, ma se sto così bene non vedo perché non...

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MOSCA. «Già prima di questa gara mi sentivo più forte, con alle spalle esperienze in più e maggiore consapevolezza. Ora penso agli Europei del prossimo anno, ma se sto così bene non vedo perché non dovrei fare le Olimpiadi. Vediamo come va nei prossimi mesi, a Rio avrò quarant’ anni, ma in questi casi l'età non conta».

Il giorno dopo l'argento mondiale alla maratona di Mosca la piemontese Valeria Straneo pensa già al futuro e ai prossimi obiettivi di una carriera tardiva, che deve sacrificare anche al suo ruolo di moglie e madre. «Mi divido tra gli allenamenti e i miei figli» dice l'azzurra ai microfoni della Rai. Scherza ancora sulla capriola fatta sabato a fine gara nell'esultanza per la medaglia conquistata («ho fatto anche ginnastica artistica...») e racconta così il suo finale di gara: «Non vedevo l'ora che finisse, di entrare nello stadio, sembrava non arrivare mai».

E ancora si rammarica per l'ottavo posto dei Giochi di Londra. «Negli ultimi dieci chilometri - ricorda - stavo veramente male per problemi intestinali. Stavo per fermarmi perché dovevo andare in bagno. Il rammarico è di non essere al 100 per cento».

Il presidente Alfio Giomi definisce «speciale» l'impresa della Straneo. «Sapevo che era una delle carte più importanti da giocarci, ma sono rimasto sorpreso dalla sua autorevolezza».

Il numero uno della Fidal, il grossetano alfio giomi, è soddisfatto della squadra: «tutti stanno onorando la maglia». Ma ammette che «Vincere una medaglia a un mondiale è difficile, ma di Straneo ce n'é una». Tanto da avvicinarla, «come stile di vita», a un mostro sacro del passato come Pietro Mennea, di cui la federazione dà appuntamento a tutti al 12 settembre per il 'Mennea Day'. Un giorno speciale per ricordare la «grande impresa» del record del mondo dei 200 metri del 1979. E Valeria, con il suo vissuto alle spalle, la malattia che ha saputo combattere e sconfiggere, è già entrata nal pantheon dei grandi personaggi di questi Mondiali.

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