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Enzo Ferrari, il mito Un museo celebra la storia del Drake
MODENA. Un personaggio unico della storia d'Italia capace di guardare al futuro come nessun altro. Come se il tempo si fosse fermato, a 25 anni dalla sua morte, che cadono mercoledì prossimo, il...
MODENA. Un personaggio unico della storia d'Italia capace di guardare al futuro come nessun altro. Come se il tempo si fosse fermato, a 25 anni dalla sua morte, che cadono mercoledì prossimo, il ricordo di Enzo Ferrari corre sempre più forte nella memoria di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di chi gli voleva bene, dai suoi più stretti familiari ai milioni di innamorati del Cavallino Rampante.
Mito senza frontiere capace di vincere sul piano sportivo (a cominciare dalla Formula 1), e su quello imprenditoriale dominando tutte le sfide dei mercati e resistendo a crisi e globalizzazione. Nato a Modena il 18 febbraio 1898 (anche se come lui amava spesso raccontare, a seguito di una fortissima nevicata che bloccò le strade, la sua nascita fu registrata dal padre con due giorni di ritardo mutando così la data ufficiale di nascita nel 20 febbraio), il Drake è stato un cittadino del mondo perché ha saputo trasmettere il senso di una modernità in anticipo sulle mode e sulle generazioni.
Grande appassionato di motori, fu il primo a comprendere che l'automobile, da semplice oggetto di desiderio per popolazioni che scoprivano la mobilità, avrebbe potuto trasformarsi in oggetto di lusso, se non addirittura in opera d'arte. Nella sua lungimiranza di imprenditore era contenuta la forza della creatività: le macchine, per Ferrari, erano e dovevano essere un mix di potenza e di stile, una combinazione tra velocità ed eleganza.
«Sono passati 25 anni dalla scomparsa di mio padre ma - ricorda il figlio Piero - il suo ricordo è ancora attuale per me, per la mia famiglia e per tantissimi appassionati del mondo Ferrari per ciò che ha realizzato come imprenditore e come sportivo. Una domanda che mi viene frequentemente rivolta è: a tuo padre sarebbe piaciuta la Ferrari di oggi? Oppure cosa direbbe del mondo oggi? Io pongo invece la domanda: gli piacerebbe il museo a Lui dedicato? Ma rispondo anche: sicuramente sì. Era una persona che amava l'innovazione, la modernità, guardava più al futuro che al passato; una struttura che rappresenta un esempio di architettura contemporanea gli sarebbe sicuramente piaciuta. È una cosa molto bella che sia ricordato con una tale opera oggi disponibile a tutti gli appassionati della sua storia».
Enzo Ferrari è stato un rivoluzionario. Era bambino quando, nella casa modenese trasformata oggi nel museo a lui dedicato, sognava di produrre auto sempre più competitive. Veniva da una cultura contadina, ma era affascinato dalla tecnologia. È stato coraggioso e spregiudicato, senza mai rinunciare al pragmatismo: quando si è reso conto che, in veste di pilota, non riusciva ad esprimere tutto il suo potenziale, si è messo in gioco come responsabile di una scuderia, quindi come imprenditore. Ha sfidato i luoghi comuni e ha vinto: la sua creatura, la Ferrari, ha presto acquisito i contorni del Mito.
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