Gioco
La certezza di Zanetti «Primavera giovane sboccerà alla svelta»
Il tecnico argentino, fratello dell’interista Javier crede nel progetto e punta ad un campionato di vertice
LIVORNO. Fuori dal campo è di una simpatia scoppiettante, tipicamente sudamericana, ma è fuor di dubbio che nello spogliatoio sappia mostrare, se necessario, anche il suo lato meno gioviale. Ma per il momento di occasioni per arrabbiarsi Sergio Zanetti non ne ha avute: i ragazzi della sua Primavera lavorano duramente da quasi venti giorni e il programma procede come previsto: «A Livorno ho trovato da subito una grande disponibilità - spiega il fratello dell’ormai leggendario Javier - una valida organizzazione e ottime strutture. E ho trovato un valido sostegno in Doga, responsabile del settore giovanile. Qui voglio dare il meglio e inseguire lo scopo principale di una formazione Primavera: preparare questi ragazzi al salto verso la prima squadra».
L’inserimento del Livorno nel girone sud, con trasferte da Palermo a Bari, da Catania ad Avellino, lo preoccupa fino a un certo punto: «Certo, viaggeremo molto e a lungo, e questo ci potrebbe penalizzare. Ma non deve essere un alibi. Tutti i gironi sono difficili».
Insieme al mister sono giunti dall’Inter anche diversi ragazzi, ma Zanetti non ha compiuto distinzioni ed è ripartito da zero: «È un bel collettivo anche dal punto di vista umano - racconta - e questo per me è fondamentale perché io metto sullo stesso piano il calciatore e la persona, senza far differenza. I ragazzi sanno già che ciò che più conta è la loro disponibilità, così come sanno che in questo periodo della loro vita si dovranno sacrificare molto. Ci sono molti giovani, molti ’96, ma va bene così. Stiamo imparando a conoscerci».
I primi test hanno dato esiti incoraggianti, ma il mister guarda soprattutto ai margini di miglioramento: «C’è ancora da lavorare molto sul piano tattico - spiega -. La sconfitta nell’amichevole con la Pistoiese l’ho presa come si deve prendere una sconfitta contro una squadra adulta, già pronta per tenere la vetta nel suo campionato. A Parma è andata meglio, abbiamo offerto una bella prova e siamo usciti ai rigori, ma ci può stare».
Zanetti, che nel 2012 ha vinto un titolo nazionale con la Berretti dell’Inter, non sembra il tipo di allenatore che si accontenta di una stagione in bassa classifica. Sta però imparando, giorno dopo giorno, a calarsi nel clima livornese e a convivere con la mancanza di una famiglia rimasta sul Lago Maggiore: «Vivo a Tirrenia, ma ho già avuto modo di venire qualche volta in città. Mi piace molto. Soffro la mancanza della mia famiglia, ma questo è il lavoro che ho sempre voluto fare e che ho la fortuna di fare».
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