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Livorno, segnali di crescita ma servono cinque rinforzi

di Alessandro Bernini
Livorno, segnali di crescita ma servono cinque rinforzi

Buona prestazione contro il Parma che però vince perché ha qualcosa in più Col Perugia di Cristiano Lucarelli gol-partita di Bartolini. Nicola soddisfatto

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INVIATO A PERUGIA. Ripartiamo dal cuore. Dalla grinta, ma anche dalla lucidità messa in campo contro il Parma. Un buon segnale di cui avevamo bisogno. Il triangolare di Perugia dedicato al centauro Andrea Antonelli finisce nella bacheca del Parma, a segno in entrambe le partite: 1-0 contro il Livorno, 2-0 contro il Perugia (reti di Palladino, uno dei settemila ex in campo al Curi, e Okaka), mentre gli amaranto hanno prevalso sul Perugia di Cristiano Lucarelli (bella squadra, ben organizzata, con un allenatore mai visto così calmo come in panchina…) grazie a una rete del giovane Bartolini.

Detto dello spirito da battaglia, è chiaro che resta l'incognita dei rinforzi. Mancano un difensore, due centrocampisti e due attaccanti per completare la rosa. Più passa il tempo, più Nicola avrà bisogno di tempo per farli lavorare, per inserirli.

Livorno-Parma. Nicola se l'è giocata col suo classico 3-4-1-2, schierando Belingheri dietro le punte, ripresentando Gemiti titolare a sinistra, e invertendo le posizioni di Bernardini (passato sul centrodestra) e Valentini (centrosinistra). Di fronte una squadra vera, con l'undici titolare, con un attacco micidiale (Cassano-Amauri) e sulla fascia quel Biabiany inseguito anche dalla Juventus. Occasioni? Poche. Per il Livorno un tiro alto di Schiattarella e un colpo di testa di Luci parato da Mirante dopo schema da calcio piazzato. Nel complesso il Livorno ha tenuto anche abbastanza bene dietro, con Bardi impegnato solo su un tiro da fuori di Rosi, poi però è capitolato al 35' quando Cassano ha mandato in porta Amauri, bravo a punire Bardi con un diagonale basso finito sul secondo palo.

Bene Schiattarella che sulla fascia ha battagliato con il missile Biabiany reggendo bene l'urto e dando anche una mano sulle puntate di Cassano che partiva sempre dal suo centrosinistra. Un passetto avanti per Bernardini dopo la prova così così contro il Pescara, positivi Emerson e Valentini che hanno badato al sodo. Partita non semplice per Gemiti che ha provato un paio di sortite senza effetto, e per Belingheri che ha fatto fatica a trovare porzioni di campo e spazi anche per una condizione fisica ancora.

In attacco il Livorno si è visto poco. Dionisi e Paulinho hanno provato un paio di scambi ma sono stati sempre fermati con autorità da Paletta e da Lucarelli (con la fascia di capitano), la squadra ha fatto soprattutto fatica ad accompagnare l'azione quando Luci o Greco provavano ad impostare. Questo anche perché i carichi di lavoro a Cascia sono stati notevoli, e l'acido lattico nelle gambe si è visto. Però Paulinho e Dionisi si sono dannati l'anima per aiutare in mezzo al campo, e il Parma è stato a lungo imbrigliato anche per questo.

Livorno-Perugia. Partita strana, anche perché il Livorno inizialmente ha presentato le novità Mazzoni, Decarli, Ceccherini, e Piccini, ma poi Nicola ha fatto partire una girandola di cambi che inevitabilmente ha fatto un po' perdere la bussola alla squadra. D'altronde è giusto che in queste partite tutti abbiano la loro chance. Tanti giovanissimi in campo per il Livorno, che in un paio di occasioni ha anche rischiato, trovando poi la rete della vittoria nel finale con una bella iniziativa di Bartolini che si è imbucato centralmente superando Koprivec. Sfortunato il giovane Murilo Mendez, uscito per un infortunio che adesso andrà valutato.

Il commento di Nicola. Dopo le perplessità di Pescara, stavolta Nicola è apparso soddisfatto. «Bene, un bel passo in avanti - ha commentato a fine partita - soprattutto nella prima partita contro il Parma abbiamo tenuto il campo con ordine, facendo le cose giuste, rischiando poco. Capisco che a volte può sembrare che i nostri difensori tengano un po' troppo palla, ma non abbiamo dei marcantoni davanti e preferisco che si cerchi sempre di giocare piuttosto che buttarla via. Casomai vorrei vedere la squadra più convinta e meno timorosa. Capisco che fino a ieri molti di loro Cassano e Amauri li avevano visti solo in televisione, ma il timore reverenziale non deve esistere. Il mio Livorno deve giocarsela senza paura sempre. Con la stessa carica dei tifosi che ci hanno seguito sostenendoci anche in questo torneo».

Poi una battuta sull'incontro del pomeriggio con Spinelli: «Gli ho spiegato il mio punto di vista sulla squadra, ho ascoltato le sua rassicurazioni. Andiamo avanti».

Un lavoratore e un sognatore, Davide Nicola. Uno che ha sposato avanti la causa del Livorno. Ed è pronto a battersi come un leone, insieme ai suoi uomini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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