Gioco
La scherma livornese piange il decano Alberto Bini Buon fiorettista, era il primogenito del grande Bino
LIVORNO. Lutto nel mondo della scherma. Ci ha lasciato Alberto Bini, 91 anni. Alberto era il primogenito del grande Bino Bini (classe 1900) uno dei campioni più bravi, eclettici e completi della...
LIVORNO. Lutto nel mondo della scherma. Ci ha lasciato Alberto Bini, 91 anni. Alberto era il primogenito del grande Bino Bini (classe 1900) uno dei campioni più bravi, eclettici e completi della impareggiabile scuola di Nedo Nadi. Essere completi, in quel periodo, aveva una valenza importante, perché significava essere eccellenti schermitori nelle tre specialità a livello internazionale: fioretto, sciabola e spada. Una prerogativa, che oltre a Bino avevano solamente Nedo e Aldo Nadi e il veneziano Saverio Ragno.
Proprio il babbo Bino aveva trasmesso la grandissima passione per la scherma prima al figlio Alberto e poi agli altri suoi figli Carlo e Maurizio. A ricordare il grande Alberto Bini è l’amico di una vita Guelfo Guelfi (classe 1926): «Con Alberto, oltre che la passione per la scherma, abbiamo condiviso tante cose. Bastava uno sguardo per capirci. Era uno straordinario fiorettista. Tra le sue vittorie più belle ci sono le Universiadi. A porre un limite alla sua carriera agonistica è stato il lavoro. Altrimenti con le potenzialità che aveva chissà dove sarebbe potuto arrivare. Alberto era il decano degli schermitori labronici. Adesso, purtroppo - lo dice con il sorriso sulle labbra - il pesante testimone è passato nelle mie mani». E che Alberto Bini fosse un grandissimo talento lo ribadisce anche il fratello Maurizio: «Era un fiorettista velocissimo capace di mettere in difficoltà chiunque. Epici alcuni suoi assalti con i fratelli Mangiarotti». Bravo in pedana ma anche grandissimo lavoratore. Prima come impiegato alla società assicuratrice Milano e poi come titolare della “Union Assicurazioni”, in piazza Attias.
«Tutti i fine settimana, fino a qualche annetto fa - aggiunge Guelfo - ci trovavamo al Fides, insieme anche a Dario Lavoratori e Enrico Fiorillo e davamo vita a stupendi assalti che terminavano sempre con tante risate e qualche sfottimento che rinsaldava la nostra amicizia». Alberto adesso riposa accanto all’adorata moglie Nora, deceduta una decina d’anni fa, nel cimitero d’Antignano. All’unica figlia Paola, alla nipote Arianna e al fratello Maurizio, le sincere condoglianze del Tirreno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
