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Mondiali di scherma le speranze di gloria degli azzurri

Mondiali di scherma le speranze di gloria degli azzurri

Budapest, oggi via alle gare. Vezzali e Montano tentano la riscossa. Di Francisca: «Se vinco, dedica alla Kyenge»

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ROMA. Iniziano oggi i Campionati del Mondo Assoluti e Paralimpici di scherma a Budapest.

L’attesa è tutta rivolta a domani, quando le luci dell’impianto ungherese si accenderanno sulle pedane che accolgono le fasi di qualificazione delle prove di sciabola maschile, fioretto femminile e spada femminile.

Nella prima giornata di gara, gli azzurri protagonisti sono due punte di diamante. Ad esordire sarà infatti Aldo Montano. Il campione del Mondo in carica infatti, dopo la stagione di Coppa del Mondo saltata per via degli infortuni, è scivolato oltre le prime sedici posizioni nel ranking e quindi dovrà affrontare la fase a gironi ed il tabellone di qualificazione. A seguire, la giornata di domani, vedrà in pedana, quale unica italiana in gara nelle qualificazioni di fioretto femminile, Valentina Vezzali. Così come Montano, anche per la pluricampionessa olimpica, l’assenza dovuta alla maternità nel corso della stagione di Coppa del Mondo, ha determinato lo slittamento della posizione dal numero 3 al numero 22 del ranking mondiale.

L’ultima gara di giornata, quella di spada femminile, vedrà nella fase di qualificazione, invece, ben tre azzurre: Bianca Del Carretto, Francesca Quondamcarlo e Mara Navarria. La giornata di ieri, oltre all’arrivo della seconda parte della delegazione di atleti e tecnici italiani, sarà dedicata al saluto istituzionale che l’ambasciata italiana a Budapest ha voluto programmare per le 18 di oggi. L’ambasciatrice italiana, Maria Assunta Accili, incontrerà infatti il presidente federale, Giorgio Scarso, il capodelegazione e vicepresidente vicario, Paolo Azzi, al segretario federale, Marco Cannella oltre ai commissari tecnici, ed ad una delegazione di atleti.

Valentina ci spera. Sarà difficile ripetere l’exploit di Catania del 2011 (4 ori, 2 argenti, 2 bronzi) ma la scherma azzurra ci ha ormai abituato a tutto. Soprattutto a vincere. I tifosi di Valentina Vezzali si augurano che si ripeta quanto accaduto a Lipsia nel 2005, quando la jesina vinse l'oro iridato a 4 mesi dalla nascita del primogenito Pietro. Se riuscisse a portare a casa la medaglia più ambita sarebbe la 14ma volta ai Mondiali per la campionessa che sogna di esserci alle Olimpiadi di Rio 2016.

«Mi ero posta l’obiettivo di esserci ma solo se fossi stata competitiva. Non sono al massimo della forma ma penso di poter dare il mio contributo. Magari non vedrete la Vezzali di Catania o di Londra, perchè ho solo 30 giorni di allenamento nelle gambe, ma mi sento bene. Ho recuperato il senso della misura, anche se non ho ancora la necessaria elasticita». Ma la squadra italiana avrà altre punte di diamante, a cominciare dalla campionessa olimpica Elisa Di Francisca (argento due anni fa a Catania nella finale fratricida contro al Vezzali), Arianna Errigo e agli altri due campioni iridati del 2011: Andrea Cassarà (fioretto) e Paolo Pizzo (spada).

Il medagliere azzurro due anni fa si arricchì anche dell’argento di Valerio Aspromonte nel fioretto) e delle medaglie a squadre (argento fioretto donne e bronzo spada donne). «Siamo una bella squadra e capaci di fare grandi cose», dice Di Francisca che vorrebbe dedicare il titolo iridato «al lavoro svolto dal ministro Kyenge, una donna determinata e con una grande forza di volontà».

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di Redazione web