Gioco
La nuova sfida del fratellone Abbagnale
A 25 anni dal secondo oro olimpico torna in Corea per guidare la spedizione azzurra
Certo, è un caso, però uno potrebbe anche pensare a qualcosa di diverso. Tipo, il disegno perfetto degli dei del remo che vogliono celebrarlo ancora e con tutti gli onori che merita. Tant'è che a 25 anni di distanza dal secondo oro olimpico, appunto quello conquistato a Seul nel 1988 con il fratello Carmine e il timoniere Di Capua, Giuseppe Abbagnale eletto otto mesi fa a Pisa presidente della federazione canottaggio, guiderà la spedizione azzurra in quella Corea che consacrò l'Italia regina, grazie ai Fratelloni. «Dirò di più _ sottolinea il Mito con la sua proverbiale pacatezza _ il mondiale a Chiungiu, in Corea del Sud, a pochi chilometri da Seul, inizierà addirittura il 25 settembre, anche lo stesso giorno di venticinque anni fa…». E quel giorno il due con, la straordinaria barca gialla, si mise alle spalle l'equipaggio tedesco, ma soprattutto schiantò l'equipaggio inglese composto da Steve Redgrave e Andy Holmes che rimasero di bronzo, abdicando in favore dei fratelli di Castellammare di Stabia.
Appesa a quella data resta la soddisfazione più grande di Giuseppe: «Vincemmo io e Carmine, ma vinse anche l'altro nostro fratello più piccolo Agostino con il "quattro" e una famiglia di sportivi cosa può chiedere di più se non vincere tre medaglie d'oro…».Ed ora il presidente-Mito è indaffarato a preparare la spedizione di cui sarà capo. «Stiamo lavorando alacremente per presentare una squadra azzurra protagonista ai Giochi di Rio de Janeiro 2016 per ridare visibilità al canottaggio e al contempo attrarre nuove risorse e creare un movimento più ampio di quello attuale. Naturalmente stiamo procedendo a tappe. Abbiamo fatto benissimo ai mondiali Under 23, altrettanto bene alla Coppa del Mondo di Lucerna e ora non dobbiamo più fermarci, e dai mondiali in Corea mi aspetto tanto perché stiamo lavorando tanto, dirigenti, tecnici, atleti…».
Che cosa pensa sia cambiato in otto mesi, cioè dal 18 novembre giorno della sua elezione?
«Certamente un cambiamento fondamentale lo abbiamo fatto a livello di struttura tecnica perché puntiamo ad avere una squadra ampia in tutte le sue rappresentative, in tutta l'ampiezza delle categorie e quindi si lavora alla scoperta dei talenti. Negli ultimi anni è stata svolta un'ottima attività a livello juniores, buona a livello Under 23, mediocre a livello assoluto. Io, col Consiglio che presiedo, sto cercando di risollevare il settore portandolo con l'aiuto del dott. La Mura, ai vertici che merita».
Punterete, anzi state puntando molto sugli stimoli dei giovani talenti, senza dimenticare i "vecchi"?
«Chiaramente puntiamo sui giovani che hanno margini di miglioramento ma in alcuni equipaggi ci saranno ancora i "senatori" che dovranno fare da chiocce, dare esempio, trasmettere esperienza».
Giuseppe, da mesi gira in lungo e largo l'Italia per conoscere le varie realtà delle società. Può fare un bilancio?
«Quella che vivo è un'esperienza incredibile, anche perché ho capito e imparato cose che non sapevo, vissuto da vicino situazioni che non conoscevo. Chiaramente ci sono realtà che vanno forte, altre che hanno bisogno di essere stimolate».
Ma quali sono le regioni all'avanguardia e quelle che invece hanno una marcia in meno o che comunque devono essere sostenute e incoraggiate.
«Lombardia, Toscana, Piemonte e la stessa Liguria vanno forte, mentre faticano Emilia-Romagna, Calabria, Puglia oltre a Sicilia e Sardegna».
Ma la crisi economica che attanaglia il Paese non accentua i problemi delle società?
«La crisi economia allunga la sua ombra in ogni settore e si sente anche a livello di Coni centrale, il nostro settore non è certo immune da questi problemi. Purtroppo anche le casse del canottaggio sono tutt'altro che floride e non consone al progetto che vogliamo portare avanti».
Come canottaggio come potete uscire da questa situazione?
«Puntiamo a dare più visibilità al nostro sport e di concerto a potenziare il marketing, al contempo cerchiamo forme di sponsorizzazione esterne, oltre ai contributi del Coni e credo che in questo senso forse ce la faremo. O comunque sono ottimista".
Cosa pensa del dibattito all'interno del Coni sui criteri di attribuzione dei soldi tra federazioni?
«Una rivisitazione dei parametri oggettivi di attribuzione delle risorse statali a mio avviso va fatta».
Parlavi delle regioni, la Toscana tra le più attive…
«La Toscana è straordinaria è una terra ricca di talenti con tantissime società che vanno avanti con sacrificio, passione e organizzazione. La Toscana in questo momento è una delle più belle realtà del panorama italiano, sia come talenti che in termini di risultati e alla maglia azzurra dà tanti giovani e tante ragazze d'avvenire».
Quali le società Toscane da menzionare?
«Limite sull'Arno e Canottieri Firenze, ma anche San Miniato, Arno, Pontedera, VV.F Billi e Viareggio, e dovrei continuare e citarle tutte…».
Concludendo: i cardini su cui poggia il Progetto Azzurro di Giuseppe Abbagnale.
«Massima fiducia nella struttura che fa capo al responsabile tecnico La Mura, massima valorizzazione dei giovani, rilancio dell'immagine canottaggio, quindi caccia a nuove risorse economiche al di là dei contributi del Coni. E vorrei un ulteriore salto di qualità a livello di risultati al mondiale di settembre in Corea…».
Tanto per ripartire da dove i Fratelloni scrissero la storia venticinque anni fa?
«Esattamente, proprio così. Potremmo festeggiare al meglio le nozze d'argento di quella impresa».
Scusi un paio di curiosità: Giampiero Galeazzi, che prestò voce e entusiasmo alle telecronache delle vostre vittorie, lo sente ancora?
«Ci vediamo spesso, è un vero amico. Tra noi fu un connubio perfetto, irripetibile. Il legame tra noi è forte».
Ora suo fratello Carmine che fa?
«Ha il suo impiego ed ha preso il mio posto di vice presidente al Circolo di Castellammare di Stabia».
E il timoniere Giuseppe Di Capua?
«Ha lasciato l'ambiente e si è dedicato all'attività di famiglia, titolare di un biscottificio".
E i piccoli Abbagnale?
«Mio figlio Enzo, 19 anni, ama questo sport e lo vedo compiere grandi progressi, mia figlia Gaia, 15, si è già classificata terza ai mondiali junior».
Ma lei una vogata ogni tanto la fa ancora?
«Non ho tempo, passo le giornate tra la banca Bnl e questo nuovo incarico. Però ai Canottieri Stabia abbiamo un appuntamento fisso ogni primo dell'anno…»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
