Il Tirreno

Livorno

Dilettanti, pallone sempre più sgonfio

di Alessio Traversi
Dilettanti, pallone sempre più sgonfio

In Seconda categoria per la crisi da cinque società si scende a tre: Livorno 9 e Fratelli Gigli Shangai si arrendono

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LIVORNO. Incombe un’aria cupa sui piani più bassi del calcio dilettantistico livornese. Tra Seconda e Terza Categoria il panorama si sta progressivamente svuotando, tanto che a livello cittadino si rischia di arrivare ai minimi storici in termini di partecipazione. Apparentemente sembra che a pesare siano soprattutto le questioni economiche, eppure se si guarda più a fondo si scopre che la differenza forse la fanno ancor di più i progetti societari, che puntano sempre di più alla salvaguardia dei settori giovanili e sono ormai resti al mantenimento di prime squadre in categoria, nonostante la Figc si stia adoperando, a partire dal livello regionale, per favorirne la sostenibilità economica, come testimonia la recente convenzione tra Comitato Regionale e banche del Credito Cooperativo, volta proprio ad agevolare le società nel sostenere i costi di iscrizione alla prossima stagione.

In Seconda Categoria rispetto alle cinque squadre cittadine previste si scende a tre: resta l’Antignano e arrivano le neopromosse Portuale Guasticce e Nuova Corea Migli, ma Livorno 9 e Fratelli Gigli Shangai, che pure si sono salvate con merito al termine dello scorso campionato, non ci saranno più: «Abbiamo scelto di rinunciare alla prima squadra e conseguentemente agli Juniores in base a una scelta economica di fondo - spiega Ratano, direttore generale del Livorno 9 - perchè per sostenere i costi della prima squadra avremmo dovuto alzare le quote di iscrizione per il settore giovanile e i biglietti di ingresso alle partite. Abbiamo preferito non farlo. Ora la nostra squadra più adulta è quella degli Allievi. Quest’anno è andata così. Per il prossimo vedremo».

Non faranno la Seconda categoria ma non ripartiranno dalla Terza neppure i Fratelli Gigli Shangai: «I tempi sono duri da tutti i punti di vista - spiega il presidente Tarrini - e noi abbiamo anche dovuto fare i conti col fatto che tanti dei nostri ragazzi ci hanno lasciato per altre squadre. Dispiace, dato che molti di loro hanno iniziato a giocare in categoria proprio con noi, ma abbiamo sempre pensato che fosse giusto lasciarli liberi, al di là dei vincoli di cartellino. Il nostro impegno resta, ma c’è amarezza».

E se queste vicissitudini a volte portano alla migrazione di staff tecnici e organici verso altre società, anche chi è riuscito a iscriversi non nasconde di aver incontrato difficoltà, come racconta Fabio Dazzi, anima del Nuova Corea Migli: «Abbiamo trascorso un periodo di incertezza, ma in extremis ce l'abbiamo fatta». E c'è anche chi alla Seconda Categoria ha rinunciato nonostante la possibilità di un ripescaggio, come l'Orlando: «La Seconda Categoria impone costi ed impegno maggiori - spiega Fabio Capanni, mister della prima squadra - si gioca sempre di domenica, e da questo punto di vista il ritorno del Livorno in serie A può abbassare le motivazioni per i nostri ragazzi, che pure alla loro squadra ci tengono molto, visto che hanno accettato di autotassarsi perchè l'esperienza possa andare avanti. E' anche grazie al loro sforzo che stiamo allestendo la squadra per la Terza».

Già, la Terza Categoria: di nuovo un rebus tutto da risolvere. La voce che dall'Isola d'Elba siano pronte ad iscriversi ben nove squadre ha seminato il panico tra le società livornesi, terrorizzate dalla prospettiva di nove costose trasferte domenicali verso l'isola. Ci si iscriverà, ma con la esplicita richiesta di essere inseriti nel girone pisano; questo è ciò che si ventila rispetto alla nuova società Collevica ma anche quanto Gola, dirigente del Gabbro, conferma esplicitamente per la sua squadra. E c'è da scommettere che tra i dirigenti di Carli Salviano e Gigante, le alltre probabili iscritte alla Terza, i pensieri siano analoghi. Ancora una volta la Delegazione livornese della Figc ha davanti agli occhi lo spettro della rinuncia al girone cittadino della Terza. E' possibile che si opti per un girone sud quasi totalmente elbano in cui sacrificare qualche squadra della provincia (oppure aggregarne alcune del grossetano), e che conseguentemente si allestisca un girone cittadino rimpinguato di squadre del pisano. Ma la soluzione non è dietro l'angolo, anche perchè è legata ai computi e alle scelte complessive della Federazione regionale.

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