Il Tirreno

Livorno

Basket Camp al Giglio un grande successo targato Pielle Livorno

di Andrea Masini
Basket Camp al Giglio un grande successo targato Pielle Livorno

Il bilancio di Falleni, responsabile dell’originale iniziativa «Una festa per 130 ragazzini, tra gioco, svago e cultura»

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LIVORNO. Arrivederci al prossimo anno, con tanta (ma tanta) voglia di ritrovarsi e divertirsi insieme: si è conclusa infatti la terza edizione del “Pl Baskteball Camp dell’Arcipelago Toscano”, iniziativa organizzata dalla Pielle Livorno sotto l’attenta direzione di Andrea Falleni e in collaborazione con lo sponsor Pediatrica.

Un successo oltre ogni più rosea aspettativa, che ha accolto sull’Isola del Giglio ben 300 persone e che il sindaco Ortelli ha voluto ringraziare in presa diretta intervenendo con grande entusiasmo sui due campi di nuova generazione in swissflex.

Andrea, di stagione in stagione il camp è cresciuto sotto ogni aspetto: soddisfatto?

«Abbiamo svolto un gran lavoro - ha commentato lo storico preparatore atletico della “triglia” e mentore di una rassegna davvero unica - e dunque non potrei che essere soddisfatto della possibilità che la Pielle e Pediatrica sono riusciti a dare a 127 ragazzini grazie anche al contributo di tanti bravi allenatori e istruttori».

Tanti ospiti d’eccezione, a cominciare dall’allenatore della Virtus Bologna, Luca Bechi.

«Abbiamo ricevuto ringraziamenti per il trattamento, per l’organizzazione, la bravura e la disponibilità offerta da istruttori e colleghi allenatori. E sinceramente credo che vantare uno staff composto da Riccardo Tedeschi (neo responsabile tecnico Pielle, ndr), Luca Bechi, Leonardo Sonaglia da Fabriano, Daniele Bolioli di Piombino, Franco Del Viva da Venturina, Vincenzo Sorbetto da Cecina sia davvero un motivo d’orgoglio, senza dimenticare l’apporto di Gigio Marzini, autentico “guru” della pallacanestro giovanile livornese e non solo».

Ventuno giorni all’insegna della palla a spicchi, ma pure di svago e cultura su una delle perle dell’Arcipelago Toscano.

«Dividere il camp in tre settimane, per fasce di età, è stata una scelta vincente. Abbiamo costruito su misura per i bambini del minibasket una situazione educativa che prevedeva la colazione e il pranzo insieme agli allenatori, mentre sui campi erano supervisionati da uno staff attento, preparato e soprattutto coeso con un programma preciso e condiviso da tutti. Diverso il secondo e terzo step, condito in prevalenza da un programma intenso dal punto di vista tecnico con le lezioni di Bechi, Bolioli e Sonaglia».

Numerosa partecipazione, ma purtroppo scarsa risposta dai piccoli cestisti livornesi.

«L’unico rammarico è proprio questo, la scarsa adesione di una città che ha nel proprio dna l’obiettivo di lasciare un segno nei partecipanti sia tecnicamente che umanamente. Il nostro camp ha una preparazione minuziosa, che inizia con la fine dell’edizione precedente e si protrae per tutto l’anno successivo. Personalmente vivo tale avventura in modo particolare essendo mezzo gigliese e mezzo piellino, per cui unire le due cose e farne partecipi tanti amici e tanti ragazzini mi regala una gioia enorme».

E per il prossimo anno sei già al lavoro...

«Come sempre. Chiusa un’edizione si comincia subito a lavorare per quella successiva. Andiamo avanti perché vedo negli occhi di quei bimbi tanta gioia e una grande passione. Quella passione che poi è anche la mia. E poi ci sono tante persone che ci credono e alle quali rivolgo il mio grazie». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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