La protesta
Valentini gioca due gratta a vinci «Io in campo e poi la salvezza»
FOLGARIA. Chissà se vedendo sventolare al Picchi qualche bandiera del "Che" sentirà nostalgia o orgoglio, lui che è nato a Rosario, la città di Ernesto Guevara. Per ora anche Nahuel Valentini...
FOLGARIA. Chissà se vedendo sventolare al Picchi qualche bandiera del "Che" sentirà nostalgia o orgoglio, lui che è nato a Rosario, la città di Ernesto Guevara. Per ora anche Nahuel Valentini dimostra lo spirito di combattente, seppur su un campo profondamente diverso. Ma ognuno ha il proprio ideale, il proprio obiettivo, l'importante è perseguirlo con tutte le proprie forze.
Valentini non ci gira attorno: «Sono qui per centrare due bersagli: giocare e conquistare la salvezza. Sarà la stagione più importante della mia carriera, ho una voglia dentro che sta esplodendo…».
Valentini, 24 anni, ha sempre giocato nel Rosario Central, presente nelle disgrazie (la retrocessione in B) e nelle gioie (la promozione in A un mese fa), accolto con diffidenza e perplessità dalla tifoseria, lasciato partire invece con tanti rimpianti. «In Argentina ho vissuto grandi emozioni. Qui in Italia mi porterò nel cuore soprattutto l'ultima stagione, quella che ci ha riportato in Primera Division. Pazzesche soprattutto le ultime due partite: la penultima abbiamo conquistato la promozione matematica sul campo del Jujuy, nell'ultima abbiamo fatto festa davanti ai nostri tifosi vincendo 2-0 e io ho pure segnato…» .
A gennaio fu accostato al Bologna, a giugno sembrava ormai a un passo dal Torino. «Ho avuto diversi contatti - confida - ma la società che ha creduto più in me è stato il Livorno. Sono partito dall'Italia e sono venuto in ritiro senza neanche aver firmato il contratto, ormai nel mio cuore avevo già deciso».
A consigliargli il campionato italiano è stato Santiago Garcia, difensore ora al Palermo: «Un mio grande amico. Ha chiesto ai compagni cosa sapevano del Livorno, gli hanno detto che vincere su quel campo è sempre difficile perché ci sono grandi tifosi. Non vedo l'ora di debuttare nel nostro stadio». Una telefonata gli è arrivata anche dal "Papu" Gomez, del Catania: «Eravamo compagni nell'under 17 argentina, gli ho detto che sono pronto a sfidarlo».
Nel Livorno è stato tesserato come comunitario. «I miei bisnonni sono di Macerata, un giorno mi piacerebbe anche andare da quelle parti per scoprire le origini della mia famiglia. Ma mi hanno spiegato che è un po' lontano…».
Intanto Nicola gli ha spiegato come si sta in campo: «L'impatto è stato super. Non ho mai visto un gruppo così forte, mi riferisco al campo ma anche allo spogliatoio. Mi hanno accolto benissimo, non potevo sperare meglio. Anche il mister è stato eccezionale, ero arrivato da appena due giorni e mi ha schierato subito titolare nell'amichevole».
Originale quella a linea a tre, con un brasiliano e un argentino a fianco. «Nella storia del calcio non corre buon sangue tra argentini e brasiliani - sorride Valentini - ma quelle sono storie più grandi di noi. Qui l'amicizia e il rispetto nascono dal rapporto con le persone, ed Emerson si è subito dimostrato un grande. Giocare al suo fianco sarà un onore».
Pronto alla battaglia. «Prontissimo. In serie A ci sono tanti campioni argentini, da Higuain a Tevez solo per citare un paio di attaccanti. Esserci è motivo d'orgoglio».
Con il Livorno ha firmato un contratto di un anno, con opzione a favore della società per altre due stagioni. «Sono loro i padroni del mio destino - sorride - ma io farò di tutto per restare. Non ho voluto clausole per potermi liberare in caso di retrocessione perché il Livorno mi ha voluto e io, in ogni caso, voglio essere riconoscente a questo club». (al.ber.)
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