Gioco
Cosi nasce il Livorno da serie A
Dalla bresaola al ping pong, tutti i segreti del gruppo amaranto al lavoro a Folgaria
INVIATO A FOLGARIA. Il nuovo Livorno nasce qui, 1168 metri dal livello del mare, alle falde meridionali del Monte Cornetto, lungo gli ottocento metri che separano il Golf Hotel dal campo di allenamento. A Folgaria è cresciuto per sette anni il Parma, allenato a quei tempi da Nevio Scala e ha preso forma la Fiorentina di Cesare Prandelli. L'estate, da queste parti, qui si vive di calcio e pallacanestro. Doveva arrivare la Cremonese, ma poi è spuntato il Livorno grazie ad un accordo tra il Livorno Calcio e la Media Sport Event (società di eventi sportivi specializzata nei ritiri) e successivamente tra la MSE e la Blu Hotels, ovvero il gruppo a capo del Golf Hotel dove soggiorna il Livorno.
I portafortuna. «In piccolo ci sentiamo protagonisti delle fortunate avventure di tante squadre - confidava ieri il sindaco Maurizio Toller, eletto nel 2009 con una lista civica - non ricordo una stagione negativa di chi ha svolto la preparazione qui da noi…». Si racconta che Toller abbia fatto la stessa confidenza a Davide Nicola, il quale avrebbe replicato con una "tastata" scaramantica neanche troppo velata.
Il campo da gioco di Folgaria è un vero e proprio gioiellino. «Eppure - ci svela sempre il sindaco - il 24 maggio avevamo sempre novanta centimetri di neve in paese, e non può immaginare quanto ci sia stato da lavorare per far trovare pronte tutte le strutture». Un lavoro che ha dato i suoi frutti. Erba perfetta, struttura curata, spazi adeguati visto che all'interno dello spogliatoio si è trovato un angolo per la sala pesi con diversi macchinari. Fuori dal campo c'è una leggera salita all'apice della quale è stato allestito il quartier generale di Davide Nicola e dello staff medico, compresa una stanza per le emergenze o per i massaggi. Intorno tanto verde e un'unica, piccola, strada per raggiungere il campo.
Suona la sveglia. La squadra è invece sistemata al Golf Hotel, leggermente decentrato, anche se qui l'unità di misura sono le centinaia di metri.
Struttura tipica, legno ovunque, ambiente caldo. «Bravi ragazzi questi del Livorno - ci confessano alla reception - per niente viziati».
Sulla parete del Golf Hotel è stata sistemata una lavagnetta con gli orari. Si narra che qualche cliente, entrando e leggendo questa lavagna in realtà riservata ai giocatori, sia rimasto terrorizzato e abbia chiesto alla reception «ma dobbiamo per forza svegliarci alle 8.15?».
In effetti le 8.15 è l'orario fissato per l'alzata mattutina, alle 8.45 via con la colazione, poi entro le 9.30 tutti devono essere al campo ma quasi tutti alle 9-9.10 sono già in prima linea nello spogliatoio. Il pranzo è fissato per le 12,45, poi tutti in camera dalle 14.30 alle 16 e a quanto pare nessuno resiste al sacro rito della pennichella.
Si sale di nuovo in pullmino,2-3 minuti per andare al campo, poi allenamento, alle 20 in punto la cena e alle 23 il coprifuoco, tutti nelle camere e buonanotte.
Tra bresaola e crostate. Inutile nasconderlo: questi qua mangerebbero anche le zampe del tavolino. Ma la vita da professionisti impone delle regole anche a tavola. Per i ritiri del weekend durante il campionato esiste un menù fisso concordato tra staff medico e allenatore, qua invece c'è un pizzico in più di flessibilità e così capita pure di vedere lasagne (ma senza besciamella) o stinco di maiale.
La colazione è sempre ricca di carboidrati: pane, biscotti secchi, fette biscottate, marmellata a volontà, Nutella (un po' meno a volontà…) e ogni tanto anche qualche brioche. A pranzo invece non si sgarrra, per ordini arrivati...dall’alto:pasta, prosciutto o bresaola, crostata. Stop. Va un po' meglio la sera, quando i piatti variano e si sta attenti più che altro ad evitare l'aggiunta di grassi o ingredienti poco digeribili.
Ieri sera ad esempio il menù prevedeva un primo con pasta e fagioli, di secondo tagliata di manzo e anche un dessert andato spolverato in un nano-secondo.
Non ci sono diete specifiche visto che tutti si sono presentati in ritiro con un perfetto peso forma. L'unico a dieta è proprio il dottor Porcellini che è riuscito nell'impresa di perdere cinque chili, per la gioia di Perotti che ogni volta ci scherza sopra: «Ma come, lei fa le diete per la squadra e poi è sovrappeso?...».
Massaggi e relax. A proposito di staff medico. A capo c'è naturalmente Manlio Porcellini, giunto al suo ventottesimo anno con il Livorno, al suo fianco il mitico Gianni Scappini, massaggiatore e primo tifoso del Livorno, mentre il volto nuovo è Alessio Barni che sostituisce Claudio Nencioni passato a fare il capo dei fisioterapisti del settore giovanile.
All'interno dell'albergo c'è un ampio spazio per terapie e massaggi con sei macchinari tra i quali ultrasuoni, laser e tutto ciò che serve per guarire da problemi muscolari classici dei ritiri.
Qui viene svolto anche un controllo cardiologo molto accurato. E' una delle stanze più frequentate dell'albergo, dalle 21 in poi sembra di essere in una stazione ferroviaria.
Il gioco dellle coppie. Il ritiro serve anche per rendere più solidi i legami, per creare del feeling, e talvolta nascono pure delle sane amicizie che non vengono usurate dai cambi di maglia.
Un primo passo è la composizione delle camere. Volete sapere quelle del Livorno? Eccovi serviti. Bardi-Moscati, Piccini-Benassi, Paulinho-Emerson, Biasci-Cipriani, Murillo-Belingheri, Schiattarella-De Lucia, Gemiti-Lambrughi, Dionisi-Luci, Bernardini-Ceccherini, Tiritiello-Decarli, Valentini-Bartolini, mentre Luca Mazzoni è l'unico con camera singola. Il giovane Tiritiello era il più "temuto" perché a quanto pare durante la notte si scatena in russate clamorose, ma Decarli dorme come un sasso e neanche se ne accorge.
Carte, ping pong e Ipad. La tecnologia ha invaso ormai da anni i ritiri. Dai mini personal computer siamo passati agli i-pad che naturalmente dilagano anche nel ritiro amaranto. Svariati gli usi, anche se i "giochini" elettronici restano l'attrazione principale. Qui al Golf Hotel si combattono comunque anche sane battaglie di ping pong.
Il campioncino è Benassigiovanissimo centrocampista appena arrivato dall’Inter, davvero dura batterlo. Ma anche capitan Luci e il team manager Alessandro Bini sono dei semi-professionisti e partono sempre favoriti nelle sfide contro Mazzoni, Ceccherini, Emerson e i giovani Bartolini e Biasci.
Un paio di volte ha provato a cimentarsi anche Paulinho, poi ha capito che è meglio dedicarsi a dribbling e palleggi.
Di solito la sera parte anche il tavolo della "briscola a chiamata", una variante della briscola classica: si gioca tre contro due a squadre non prestabilite. I cinque che hanno il loro tavolo prenotato sono Schiattarella, De Lucia, Luci, Lambrughi e Dionisi, ai quali a volte si unisce anche Belingheri. Si narra anche di qualche sfida a poker holdem, ma sono voci incontrollate.
Il pericolo Schiatta. Qui non ci sono "cassanate", gavettoni o altri scherzi talvolta di cattivo gusto., confida il direttore generale Attilio Perotti. L'animatore del gruppo è comunque Pasquale Schiattarella, ben spalleggiato da Chicco Dionisi. Un bel personaggio anche Luca Mazzoni: sornione, con la battuta alla livornese sempre pronta, di quelle che ti gelano, anche se poi basta uno sguardo per mettersi a ridere. Anche Fofò De Lucia è storicamente tra i più brillanti, ma quest'anno paga un po' sulla sua pelle la squalifica e dunque la sua verve è leggermente appannata. Eppure non sentirete nel gruppo una parola storta o un giudizio negativo nei confronti di Fofò. Non è un caso. E' il gruppo che trascina i singoli, è il gruppo che cambia le dinamiche. E' il gruppo l'arma in più di questo Livorno che nei monti del Trentino prepara l'armatura per la battaglia più difficile e affascinante: la serie A.
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