Gioco
Bellei, lezione di guida Il suo Re Italiano Ur trionfa al Gp Terme
MONTECATINI. E' stata una notte di grande ippica quella di sabato sera all'ippodromo Sesana. Andava in scena il Gran Premio Terme, il primo dei quattro grandi appuntamenti della stagione del trotto...
MONTECATINI. E' stata una notte di grande ippica quella di sabato sera all'ippodromo Sesana. Andava in scena il Gran Premio Terme, il primo dei quattro grandi appuntamenti della stagione del trotto nella cittadina termale. Si correva anche in nome di quel grandissimo guidatore che è stato Vivaldo Baldi perchè il "prix" dei tre anni che guardano al prossimo Derby è un memorial per un giusto ricordo dell'impareggiabile uomo di cavalli. Dodici erano i trottatori di scena nella classica fondata nel 1953: a vincere è stato Re Italiano Ur, guidato da Enrico Bellei. Mani d'oro e una visione tattica che pochi guidatori al mondo hanno. In un gran premio in un tracciato da mezzo miglio, quasi sempre decisiva si rivela la partenza. Chi va davanti gestisce l'inerzia della gara. Scandisce i parziali a piacimento. Nell'immediata vigilia della gara molti osservatori individuavano in Red Baron, con il tre il probabile leader, visto che Re Italiano si avviava al suo esterno con il 4. Ma Bellei ha una sensibilità straordinaria nel sentire fin dai primi metri di gara se il cavallo che guida ha lo slancio, la volontà per mettere la propria testa avanti all'avversario sulla prima piegata. Chi va in testa è a metà dell'opera, lo diceva il Pilota Brighenti, uno dei piu' grandi guidatori di ogni tempo. Bellei ha portato il suo cavallo al comando del Terme 2013 e poi sul percorso ha respinto tutti gli attacchi: prima quello di Revolver, che sulla terz'ultima curva si è profilato aggressivo, poi quello di Rodeo dei Venti che ha mosso al passaggio davanti alle tribune. Di fronte c'è stato il tentativo in terza ruota di un tonico Rambo Zs e, infine, respinta anche questa minaccia, sulla dritta finale ha provato Federico Esposito con Red Baron ad agganciare il 'Belleino' e il suo Re Italiano, ma Enrico aveva distribuito con la sua consumata maestria le energie del cavallo.
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