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Roma in campo, ma con la polizia

Clima tutt’altro che sereno, i tifosi contestano la squadra in ritiro

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ROMA. Lo striscione dà il segno del clima che accompagna i giallorossi: “17.000 abbonati solo per la maglia, non per voi misera gentaglia”. Luis Garcia che sperava almeno nel ritiro di Riscone di Brunico di poter impostare in pace il lavoro di una Roma da ricostruire. E invece la lesa maestà di avere dato dei laziali a tifosi romanisti in contestazione ha gettato benzina sul fuoco dopo la sconfitta nel derby di Coppa Italia.

La situazione incandescente che costringe la polizia altoatesina a presidiare il fortino giallorosso ricorda la costanza degli eccessi del tifo, con gruppi di sostenitori che fanno mille chilometri per andare a contestare. Ciclicamente a Riscone, prevalente sede estiva giallorossa da quarant’anni, la contestazione torna feroce: mentre oggi punta Osvaldo, ma coinvolge tutti gli sconfitti del derby, nel 1987 è invece ad personam, anche se ha sullo sfondo sempre la stracittadina. Nell’anno della cessione al Milan di Ancelotti Viola ingaggia improvvidamente Lionello Manfredonia, azzurro tosto ma ex Juve e soprattutto Lazio. La tifoseria si spacca, sorge un gruppo anti-Manfredonia che cinge d’assedio Riscone con insulti, striscioni e presidio delle forze dell’ordine. Un mese dopo a Trieste in Coppa Italia un gol del centrocampista non evita uno striscione “Manfredonia ti accettiamo”, con tanto di accette disegnate. Poi il giocatore disputa ottimi campionati, rischia la vita in giallorosso per un arresto cardiaco e, come dirigente, segnala alla società un certo Francesco Totti.

Consapevole del clima tutt’altro che sereno che aleggia attorno alla Roma in Val Pusteria, ma per nulla preoccupato Mehdi Benatia, l’ex difensore dell’Udinese, acquistato per 13,5 milioni di euro. «L’ambiente è buono anche se è un po’ triste allenarsi sentendo che i compagni vengono insultati, mi dispiace per loro – ammette – I giocatori che hanno perso la finale di Coppa Italia contro la Lazio sanno di aver sbagliato, sono tutti tristi, però dobbiamo ripartire, pensare a lavorare, e abbiamo bisogno dell’aiuto dei tifosi».

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di Redazione web