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Marquez vola, per Valentino un podio amaro

Marquez vola, per Valentino un podio amaro

Il baby spagnolo trionfa e guida il Mondiale anche Crutchlow supera il “Dottore”

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CHEMNITZ. Marc Marquez (Honda) ha vinto l’ottava gara della stagione 2013, il Gp di Germania sul tracciato del Sachsenring. Il pilota spagnolo, che non è scattato benissimo, al via si vedeva sfilare da Stefan Bradl (Honda) e da Valentino Rossi (Yamaha), decisamente il più lesto a staccare la frizione. Il nove volte iridato ha tenuto la testa della gara per qualche curva e il duello con Marquez è finito con uno splendido sorpasso del giovane pilota della Honda nei confronti del veterano della Yamaha poi superato anche da Cal Crutchlow che è riuscito a passarlo, con una staccata al limite alla fine della ripidissima discesa nella parte finale della pista tedesca.

Sotto alla bandiera a scacchi, Marquez è riuscito a tagliare il traguardo lasciando alle sue spalle il pilota inglese mentre Rossi si può consolare con il terzo posto, 180/o podio della straordinaria carriera. «Se me lo avessero detto che sarei arrivato all’ottava gara della stagione con tre podi, un secondo un terzo e una vittoria, non ci avrei creduto di certo - le parole del “dottore” a fine corsa - Però, forse, se non mi avessero sbattuto per terra al Mugello, sarei anche messo meglio in classifica. Ora siamo in cinque piloti racchiusi in 37 punti, forse sarei più vicino alla vetta di quanto non sia ora».

«Sono molto contento di questa vittoria - ha detto Marquez - ma per me era importante fare una buona gara, date le circostanze di questo fine settimana, senza Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo in pista. Gli auguro una pronta guarigione, perché vincere é importante, ma senza di loro la vittoria non ha lo stesso valore».

Da sottolineare anche la bella performance di Cal Crutchlow. Il pilota inglese, nonostante le tante ferite e lividi collezionati in questo weekend, ha cambiato letteralmente passo nella seconda parte di gara, riuscendo a staccare Valentino, proprio quando Rossi meno se lo aspettava.

«Non sono contento al 100% - ha detto Rossi - potevamo fare meglio, dovevamo lavorare meglio sulla moto. Sono critico con la squadra ma anche con me. Abbiamo fatto insieme una scelta tecnica e diciamo che non si è rivelata la migliore. Secondo me potevamo fare meglio perché avevamo un altro setting che poteva aiutarmi nella parte finale della gara».

La prossima gara Š negli Stati Uniti, in California, tra solo una settimana. Si tratta dell’ultimo GP prima della pausa d’agosto. «Sono molto contento che si vada subito a Laguna Seca - ha detto Valentino - il posto è una figata ed é una pista molto bella, dove ho corso forse una delle gare più belle della mia carriera, quella del 2008 contro Stoner, dove vincere era una questione di “vita o di morte”(col famoso sorpasso al “cavatappi” ndr). Ma se penso alle altre volte non è andata poi così bene, a volte ho faticato. Mi piacerebbe quindi fare una bella gara quest’anno - ha sottolineato Valentino - perché correre li ha un gusto particolare».

Dopo la gara del Sachsenring, con i due grandi assenti, Lorenzo e Pedrosa, si attendono le ultime novità dall’infermeria. «Quello che credo io - ha detto Rossi - è che Lorenzo sarà a Laguna. Non ci ho parlato, ma sono quasi sicuro. È una mia sensazione che sarà così».

Quanto a Pedrosa, lo spagnolo ieri non si è sentito bene (Livio Suppo ha rivelato che dopo la botta vedeva doppio) e non gli è stato concesso di correre. Solo nelle prossime ore si saprà e il compagno di squadra di Marquez salirà sull’aereo per gareggiare a Laguna Seca.

Da segnalare infine, ieri , l’ennesima giornata no della Ducati. Alla fine c’è voluta tutta la voglia di lottare e l’umiltà di Dovizioso, che si è impegnato alla spasimo per raggiungere prima e superare poi, l’Art crt del fenomenale Espargaro. Complice anche un circuito quasi tascabile e con una raffica di curve strette, infatti lo spagnolo che guida l’Aprilia (anche se non si può dire ufficialmente che la è), dopo aver battagliato per un po’ nel gruppo di testa, è scivolato sì indietro, ma è rimasto davanti alle Desmosedici, fino a quando il Dovi, con un soprassalto di orgoglio lo ha passato proprio nelle battute finali della gara.

Per quanto riguarda gli altri italiani, da segnalare, oltre al decimo posto di Pirro sulla Ducati laboratorio, il quattordicesimo di Petrucci sulla Ioda e il quindicesimo di Corti sulla Ftr, con tanto di punticini mondiali.

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di Redazione web