Il Tirreno

Livorno

Neppure un infortunio ferma il runner Lombardi

Neppure un infortunio ferma il runner Lombardi

Una lesione muscolare lo blocca per oltre un mese ma non molla la presa va alla 100 km del Passatore e giunge 40º. Ok anche alla Pistoia-Abetone

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LIVORNO. L’ultramaratoneta che non vuole fermarsi. Marco Lombardi, livornese di 33 anni, ha inanellato altri due piazzamenti di pregio nonostante sia stato costretto ad un lungo stop per un problema muscolare. Alla 100 chilometri del Passatore (1.782 partenti) è giunto 40º assoluto e 2º di categoria senior master (18-35 anni) mentre alla Pistoia-Abetone (quasi 1800 al via) si è classificato 17º. Ma procediamo con ordine.

Il Passatore è stata una vera e propria scommessa. Già al via nell’edizione del 2012, Lombardi si è presentato alla partenza con pochissima autonomia nelle gambe: «Se penso che fino al 19 maggio - spiega - non riuscivo neanche a fare 10 minuti di corsa, quello che è accaduto nel giro di 6 giorni è stata una cosa quasi prodigiosa merito della forza di volontà. Il 15 aprile avevo subito una lesione al quadricipite e anche se non correvo non ho mai smesso di allenarmi, facendo doppie o triple sedute giornaliere in palestra e piscina, mantenendomi così in forma dal punto di vista aerobico, ma la qualità ovviamente l'avevo persa. Mi alleno dunque sei giorni e vado al Passatore perchè per me era una forma di rispetto per quella meravigliosa gara anche se sapevo di non poter dire la mia dal punto di vista competitivo. Ci vado dicendo: faccio una ventina di km e poi mi ritiro. Invece arrivo in fondo in 9 ore 4 minuti e qualche secondo».

Il resto è fatto di 15 giorni di allenamento severo perché la gamba non fa male e risponde bene alle sollecitazioni. Tutto in funzione della Pistoia-Abetone. «Dietro consiglio del mio allenatore Marco Millani - aggiunge Lombardi - un tecnico che ringrazio per aver creduto ancora una volta in me, faccio degli allenamenti duri, durissimi, quasi alla soglia della pazzia. Allenamenti tutti in salita, nel vero senso della parola, perché dopo ogni allenamento vedevo grandi miglioramenti nella mia condizione di forma. Domenica 30 giugno, la gara, circa 1800 partenti, divisi nei due arrivi, San Marcello e Abetone. Ci sono molti più top runner rispetto agli anni passati. Mi ritrovo nel gruppetto dei primi 30 e lì resto fino al km 33».

Lombardi racconta ed entra nel vivo della contesa: «Dopo San Marcello, dove mi ero prefissato di gestire la gara, sapevo che ancora non potevo forzare, l'obiettivo era quello di rientrare nei primi dieci, e dal 33º chilometro dove iniziano gli ultimi 17 denominati da molti “i gironi infernali” della divina commedia caratterizzati da tornanti che non finiscono mai e che ti tolgono tutto l'ossigeno che hai in corpo, inizio la mia direi “inutile” rimonta. Da 30º posto, passo al 20º per poi recuperare altre tre posizioni nel finale. Al termine il responso è 17º assoluto, 16º maschile a circa 3 minuti dalla prima donna, con il tempo di 4 ore 11 minuti e 55 secondi, ben tre minuti in meno del tempo che avevo impiegato l'anno passato posizionandomi in 14ª posizione assoluta».

Bilancio finale: «L’obiettivo non è stato raggiunto, non sono contento, ma non si può ottenere tutto e subito, ci vuole tempo e sudore, e quindi mi dico: “silenziare e lavorare, da queste due parole ciò che vorrai potrai ottenere!”. Alla prossima. Io non mollo. Sento che sono vicino ai primi e che posso farcela. Basta crederci e avere una grande forza di volontà».

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