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Livorno, in serie A per rimanerci: la triade è convinta

di Fabrizio Pucci
Livorno, in serie A per rimanerci: la triade è convinta

La saggezza di Perotti, il pragmatismo di Capozucca. E poi Nicola da ieri è in campo: convinto del gruppo e dei rinforzi

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LIVORNO. Il Livorno c'è. E' in serie A e vuole rimanerci. Per centrare questo obiettivo deve consolidare un gruppo al momento incompleto. Ma non mancano voglia e idee. Il primo giorno della nuova stagione è una lungo elenco di buone intenzioni. Ma attenzione. Non sono parole vuote. Il contenuto c'è e lo si legge negli occhi di Davide Nicola, felice di ricominciare a lavorare trentotto giorni dopo la festa con l'Empoli. Lo si capisce dai concetti espressi dal direttore tecnico Attilio Perotti e dal realismo del nuovo direttore sportivo Stefano Capozucca. Sono loro a fare gli onori di casa, a introdurci nel nuovo anno amaranto.

La saggezza di Perotti. Il responsabile dell'area tecnica quando parla sorride, ma le sue parole sono pesanti come macigni: «L'anno scorso - dice - ci siamo guadagnati la fiducia sul campo e con il lavoro. Adesso la squadra è incompleta. Qualcuno dovrà partire, e dobbiamo metterci dentro un po' di consistenza, ma c'è la volontà di farlo. Con calma riusciremo ad allestire una squadra competitiva in linea con il nostro obiettivo che è la salvezza. Abbiamo sistemato la questione del rinnovo dei contratti con la firma di Belingheri arrivata in mattinata. Magari ci abbiamo impiegato qualche giorno di troppo, ma intanto Luca è rimasto e con lui il grosso del gruppo che ha vinto il campionato. E questo era il primo obiettivo che abbiamo centrato. Il presidente ci ha assicurato che rinforzerà la squadra e sono certo che lo farà. Vedrete che anche nella prossima stagione ci toglieremo tante soddisfazioni. Stiamo tutti lavorando in questa direzione. E l'arrivo di Capozucca, che conosco e stimo da anni è importantissimo perché porta in dote esperienza e conoscenza della categoria. Contiamo di consegnare a Nicola la rosa al completo per il 90 per cento per il ritiro di Cascia, a fine luglio». Mentre la squadra partirà il 14 luglio per Folgaria.

Il pragmatismo di Capozucca. Il nuovo direttore sportivo illustra le dinamiche del mercato: «Siamo una società blasonata, ma piccola. Una neopromossa e questo per noi complica tutto al momento di chiudere le trattative. Guardate che cosa è successo per El Kaddouri e Moretti. Li avevamo quasi in pugno, ma loro hanno preferito il Torino perché sulla carta i granata sono accreditati di disputare un campionato migliore del nostro che siamo appena tornati nella massima serie». L'ex ds del Genoa affonda il tackle: «Abbiamo bisogno di calma e pazienza - parole di Capozucca - perché il nostro margine di errore nella scelta dei giocatori è minimo. Però un aspetto deve essere chiaro: sappiamo che cosa cerchiamo e dove mettere le mani. Non facciamo nomi perché altrimenti arriva qualcuno con maggiori risorse economiche di noi e ci scippa l'idea e il giocatore. Il presidente ha imposto parametri ben definiti che non possiamo superare. Ma state certi che la rosa sarà completata. Vogliamo fare un buon campionato e giocarci la salvezza. Di sicuro qui nessuno vuole fare la figura del Pescara dell'anno scorso. A cominciare da Spinelli che conosco da quasi trent'anni». Qualche nome però, viene fuori comunque: «Bolzoni ci piace. Contini pure. Milevsky? L'incontro c'è stato, ma quante donne incontriamo nella vita senza combinarci nulla?» Il depistaggio è servito. Capozucca la sa chilometrica.

La carica di Nicola. Dove eravamo rimasti? Alla notte magica del 2 giugno. Ritroviamo il tecnico ragazzino riposato, disteso e pronto a ricominciare: «Mi concentro sugli aspetti positivi - dice subito - a cominciare dal rinnovato connubio con Perotti con il quale condivido affinità tecnico-tattiche e che l'anno scorso mi ha supportato molto e con discrezione. Poi sono rimasti giocatori importanti come Dionisi, Paulinho, Belingheri e Siligardi. Il quale si aggregherà dal ritiro di Cascia e sono convinto che le sue qualità si risalteranno anche in serie A. La conferma anche di quei giocatori significa che il presidente ha mantenuto la promessa di non cederli. E al telefono mi ha assicurato che consoliderà questa squadra che è al momento è incompleta. Mi ha ribadito il concetto due volte per cui sono strasicuro che lo farà. Quando l'organico sarà definito valuteremo le nostre forze anche in rapporto a quelle degli altri. Adesso io devo solo lavorare sul campo. Al resto penseranno le persone preposte di cui mi fido. So che c'è un budget preciso che non deve essere superato, ma questo esula dai miei compiti. Io devo solo allenare con passione e dedizione. Rispetto all'anno scorso sono andati via i prestiti Gentsoglou e Duncan, ma abbiamo in più Piccini, che mi è sempre piaciuto, Benassi e Bardi. Il gruppo non è stato toccato. E' stato riconosciuto il lavoro della passata stagione. Adesso non resta che iniziare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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