Italia
Tesi, Santucci e Callaioli tre aspiranti campioncini
Ciclismo: hanno vinto il titolo provinciale nelle categorie Esordienti e Allievi Un successo che alimenta tanti sogni nel cassetto. L’elogio del presidente Casini
LIVORNO. Tre aspiranti campioncini del pedale. Nel trofeo Amelio Bettarini, di fine maggio, si misero addosso le maglie di campione provinciale: Esordienti 1° e 2° Anno e Allievi. In seguito hanno ribadito talento e classe. Protagonisti di quella bella performance: il 13enne Gabriele Tesi, dell’UC Mamma e Papà Fanini Livorno; il 14enne Damiano Santucci, della Ciclistica Cecina e il 16enne Tommaso Callaioli, dell’UC Donoratico. Tre bravi ciclisti con una montagna di sogni nel cassetto. Il cucciolo della brigata è Gabriele, un peperino, classe 2000, che quando c’è da buttarsi nella mischia, nelle volate, non si tira davvero indietro. «Corro da quando avevo 7 anni. Ho fatto tutta la trafila nei Giovanissimi, partendo dalla G1. Complessivamente ho vinto una quarantina di corse». Il tuo idolo? «Mark Cavendish, il miglior velocista al mondo».
Anche nel campionato regionale di Staggia Senese di fine giugno, con un bell’ottavo posto, ha dimostrato di essere il più bravo tra i tesserati in società livornesi. Ciclista per passione e vocazione Damiano Valentino Santucci, di Pomaia, pronto a rinverdire, senza porre limiti alla provvidenza, le prestazioni sportive di una casata di ciclisti che, negli anni ottanta e novanta, con Carlo, Valerio e Michele si tolsero tante soddisfazioni. Di Damiano (7 aprile 1999) si dice un gran bene perché abbina, alle indubbie doti naturali, serietà e impegno. L’anno scorso vinse un paio di corse e ottenne tanti ottimi piazzamenti. Domenica 7 luglio, a Larciano, tanto per non perdere il vizio, con uno sprint irresistibile,ha messo la sua ruota davanti a tutti e a Cecina, a metà giugno, si piazzò secondo. Inutile dire che anche da grande vorrebbe fare il corridore. «Ho iniziato a correre nel 2009 nella categoria G4 e mi sono trovato subito a mio agio. Vado benino in salita e in volata, ma se sto bene me la cavo abbastanza bene anche in pianura. Spero di diventare professionista». I miei idoli? «Vincenzo Nibali e Peter Sagan. Due autentici fuoriclasse».
Un aitante ragazzo, di Donoratico, Tommaso Callaioli (8 ottobre 1997). a Livorno nel trofeo Bettarini fu un po’ frenato dai crampi. Poi si è rifatto con buoni risultati in seguito. Callaioli è cresciuto in una società capace di sfornare campioni a ripetizione. Senza andare troppo lontano basta pensare a Diego Ulissi. Il modello di Tommaso è «Alberto Contador. Un corridore capace di mettere tutti in fila su qualsiasi percorso». Anche se, a dire la verità, negli ultimi tempi, sulle strade del Tour, sembra un po’ con le polveri bagnate. Tra i ciclisti del recente passato le sue simpatie vanno a Paolo Bettini: «Bettini è cresciuto alla California a pochi chilometri da casa mia ed è stato capace di vincere due mondiali e le olimpiadi di Atene. E attuale CT della nazionale». Come fonte di ispirazione non è davvero male! Per tutti e tre gli elogi meritati del presidente provinciale Luca Casini.
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