Il Tirreno

Livorno

Galvagno, un titolo che fabbrica i sogni

di Sandro Lulli
Galvagno, un titolo che fabbrica i sogni

Sollevamento pesi e distensione su panca nella categoria Master 4. Una festa d’oro anche per il fratello e la cognata

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LIVORNO. Quanto sia vero che il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri sogni lo ha dimostrato anche Alfio Galvagno che ha dovuto aspettare di compiere 57 anni per poter dire: «Visto? Non ero solo un inguaribile ottimista, ho fatto bene a crederci…». E così, pochi giorni fa - il 29 maggio, un giorno prima del suo compleanno - in Belgio, ad Anversa, è riuscito a conquistare il titolo di campione del mondo di sollevamento pesi e distensione su panca nella categoria Master 4 (over 55), con il peso di 115 kg.

«Per me è stata una gioia incredibile anche perché ho corso il rischio di sciupare tutto, avendo fallito i due precedenti tentativi per regole che non conoscevo, mentre ho saputo dare il meglio di me stesso nell'ultima chance…». Ed ora eccolo felice a festeggiare con gli amici il titolo, con la coppa in mano, al fianco del suo allenatore Fabrizio Di Fiandra (ex vogatore del Palio ed ex pugile) mentre nella cantina nautica Colline, Coteto, Stazione e Salviano, c'è festa e si sventola lo striscione con impressa la data dell'impresa di quest'uomo non alto ma dotato di una forza non comune, che un mese fa nel Napoletano (a Casoria) aveva conquistato il campionato italiano, ad aprile a Cervia la Coppa Italia e a marzo il campionato del nord Italia. «Non voglio usare la parola sacrificio perché è uno sport che faccio con passione, però mi sono allenato duramente avendo ripreso a tornare in palestra solo due anni fa».

Alfio Galvagno da giovane si era tolto belle soddisfazioni come canoista dell'Unione Canottieri (allenato da Roberto Sardi), poi si dedicò al sollevamento ma senza troppa continuità per impegni di lavoro sommati a quelli della famiglia (suo figlio Alessio, 25 anni, è stato due volte tricolore nel K4 per l'Ucl).

Perito meccanico e responsabile della manutenzione degli autobus per l'Atl (ora Ctt nord) solo ultimamente ha ritrovato gli stimoli giusti ed i risultati sono arrivati non appena si è iscritto alla Federazione W.D.F.P.F, acronimo di World drug free power lifting federation, in altre parole una federazione che combatte il doping nello sport e dove ci sono controlli severissimi sugli atleti.

Ad Anversa è stata una festa per tutta la famiglia Galvagno, perché il fratello di Alfio, Marco, 54 anni, ha conquistato la medaglia di bronzo, mentre sua cognata, Paola Ferrari, moglie del fratello, ha vinto addirittura l'oro. La conferma di una grande famiglia.

«Siamo partiti da Livorno alle 2 di notte per arrivare ad Anversa alle 18. La mattina dopo sveglia alle 5 ed alle 7 eravamo alle operazioni di iscrizione peso con mia moglie Laura che ci ha fatto da manager e alle 8 sono partite le gare all'interno del favoloso hotel Plaza. Insomma, abbiamo sconfitto anche la faticaccia, ma ne è valsa la pena», sorride Alfio che mostra anche il body azzurro della nazionale di categoria che forse finirà appeso come una reliquia insieme al diploma di campione del mondo.

E ora? «Continuo,vado avanti e non mi fermo - spiega Galvagno -. Però voglio scendere di peso, lasciare i miei 82,50 kg e stabilizzarmi sui 75. Perché l'esperienza che ho maturato con questa gara mondiale penso che riuscirò a ripetermi…». Ecco cosa accade a chi crede nella bellezza dei propri sogni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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