Italia
La Franceschi non ha paura: subito oro
Nuoto: Sara, classe 1999, trionfa nei 200 misti alla Coppa Comen e polverizza il record italiano ragazze della specialità
LIVORNO. L’oro che non ti aspetti. Il più bello, il più affascinante. Il metallo che ogni atleta sogna, e che Sara Franceschi è riuscita a mettersi al collo in occasione della Coppa Co.Me.N. che si è svolta tra sabato a domenica nella piscina olimpionica di San Marino: la promettente specialista dei misti della Nuoto Livorno (classe 1999), è infatti riuscita a stupire la folta platea che seguiva l’evento, dominando la prova dei 200 misti con il nuovo record italiano della categorie Ragazze (2’18’’85).
Sara aveva scaldato il motore nella giornata d’apertura conquistando altre due medaglie (di bronzo) nei 100 (1’06’’53) e 200 Dorso (2’21’’81).
«La prima esperienza in azzurro di Sara si è conclusa con un fuoco d’artificio – hanno commentato i dirigenti del sodalizio livornese – ha voluto aspettare il... novantesimo minuto per regalarsi e regalarci il meglio, dopo gli splendidi bronzi nei 100 e 200 dorso. Una prestazione davvero super, che rappresenta il suo nuovo personale (abbassato di due secondi abbondanti) nonché il primato italiano della categoria Ragazze».
Tutto ciò che non ti aspetti, e che non a caso ha reso il tutto più bello, inaspettato e affascinante al termine di una manifestazione che l’Italia, seguita dal commissario tecnico delle nazionali giovanili, Walter Bolognani, ha archiviato in grande stile con tredici medaglie d’oro, otto d’argento e quattordici di bronzo, un bottino davvero pingue che ha permesso anche di aggiudicarsi il primo posto nella classifica generale davanti alla più titolata Francia (378,5 punti contro 297).
«Abbiamo portato qua, nella Repubblica di San Marino, 24 atleti – ha affermato il tecnico federale – l'altra selezione dei Ragazzi andrà invece agli Eyof in programma a Utrch (Olanda, ndr) tra il 15 e il 16 luglio.
Ma tornando a focalizzare l’attenzione sulla Co.Me.N., vorrei congratularmi con atleti e allenatori per l’incredibile mole di primati personali migliorati accompagnati da un livello tecnico molto buono in generale; infine, la vittoria nella classifica finale per nazioni ha suggellato l'impegno e la forza di questa piccola, bella, Italia». E buona parte del merito va alla picola grande Sara, la ragazzina capace di superare i propri limiti.
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