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Livorno

Belingheri, attesa e dubbi «Nessuno mi chiama...»

di Fabrizio Pucci
Belingheri, attesa e dubbi «Nessuno mi chiama...»

Da oggi è svincolato: «La mia priorità è il Livorno, ma se non mi vogliono più... Ho alcune offerte ma vorrei difendere la serie A che ho conquistato qui»

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LIVORNO. Il 30 giugno sono scaduti i contratti di Schiattarella, Emerson e Belingheri. I tre giocatori sono attualmente liberi di accasarsi dove vogliono. Sono tecnicamente svincolati. La società sta trattando i rinnovi. Per ammissione del dt Perotti non dovrebbero esserci problemi per il Soldatino e il Puma. E' più impervia, invece la strada che può riportare il Belingheri all'Ardenza. Lui intanto, dopo un breve periodo di vacanza è tornato a casa, in provincia di Bergamo e da lì illustra il suo stato d'animo.

Luca, facciamo il punto della situazione. Che sensazioni hai circa il rinnovo ?

«Non lo so. Io sto aspettando una chiamata. La mia priorità è il Livorno. Su questo non ho il minimo dubbio. Per questo motivo sto tenendo in stand by altre società».

L'ingaggio non è un problema. Semmai l'inghippo sta nella lunghezza del contratto. E' così

«Sì. Io vorrei un biennale. La società invece ha idea di prolungarmi il contratto di una sola stagione. Sinceramente non mi sembra di pretendere la luna».

Dal 2 giugno, giorno della promozione, hai più sentito nessuno della società?

«Quando ero in vacanza ci sono stati alcuni contatti con il mio procuratore. Personalmente ho ricevuto alcune telefonate dal direttore Perotti e da Davide Nicola».

Quali sono le tue sensazioni?

«Ho bisogno di capire se c'è davvero la volontà da parte del Livorno di confermarmi. Credo di aver dato molto per questa maglia e spero di poter indossare anche l'anno prossimo per misurarmi con la serie A nella squadra con cui l'ho conquistata sul campo».

Tra una decina di giorni la squadra si raduna. Pensi di esserci ?

«Guarda. Non ho neanche chiesto a Nicola quando inizia la preparazione perché per ora non voglio sapere nulla. Ciò che mi interessa è ricevere quella benedetta telefonata dalla società».

Ieri c'è stato un summit di mercato negli uffici di Spinelli. Probabilmente la telefonata arriverà oggi.

«Lo spero proprio. Certe situazioni ingarbugliate possono sbloccarsi in cinque minuti. Ma anche arenarsi definitivamente. Vorrei solo mettere un punto perché non è simpatico stare nell'incertezza anche perché – mi preme ribadirlo - io voglio tornare a giocare nel Livorno che ha la precedenza su tutte le altre opzioni».

L'arrivo del mese di luglio, oltre alla scadenza di contratti, ha portato in dote la prima notizia ufficiale della stagione 2013/14. Da ieri Stefano Capozucca – come si legge nel comunicato comparso sul sito della società – è entrato a far parte dello staff dirigenziale amaranto. Non è specificata la carica ricoperta dall'ex genoano. Genericamente potremmo definirlo consulente di mercato. Nei fatti sarà il secondo direttore sportivo e lavorerà fianco a fianco con l'altro ds Elio Signorelli e Attilio Perotti.

La benedizione di Perotti. Il dg commenta con soddisfazione l'arrivo di Capozucca: «Lo stimo molto. Per lui parlano i risultati conseguiti nei nove anni in cui è stato a Genova e anche nelle stagioni precedenti. E' nel calcio da tanti anni. E' un uomo di campo che si è fatto da solo. Un dirigente in grado di stare vicino alla squadra. E' ciò che ci voleva». La gente, però si interroga, teme che due direttori sportivi e un direttore generale siano troppi e che questo sovraffollamento generi il rischio di conflitti. Perotti rasserena subito l'ambiente: «Ma no. Non c'è nessun pericolo. Anzi. La società si è mossa con intelligenza. La serie A è una categoria difficilissima che deve essere affrontata con una struttura adeguata».

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