Sicurezza
Sulla Fi-Pi-Li a scortare il pullman con la squadra che tornava a casa
LIVORNO. Il grande, immenso cuore dei tifosi del Livorno. Gli ultras della Curva Nord mercoledì sera non erano presenti al 'Castellani'. Hanno sofferto davanti ai teleschermi, fedeli alla loro linea...
LIVORNO. Il grande, immenso cuore dei tifosi del Livorno. Gli ultras della Curva Nord mercoledì sera non erano presenti al 'Castellani'. Hanno sofferto davanti ai teleschermi, fedeli alla loro linea contro la tessera del tifoso. Ma, passata la mezzanotte, hanno messo su un vero e proprio comitato di accoglienza per la squadra di ritorno da Empoli: impagabili, commoventi, esempio plastico che cosa sia il senso di appartenenza per chi è nato in questa città dai mille colori, tanto struggente quanto irrinunciabile.
Il precedente. Qualcosa del genere si era verificata anche il 18 maggio dopo la sconfitta di Modena con il Sassuolo. Quella notte un buon numero di tifosi attese il pullman della squadra nel quartier generale a Tirrenia. Fu un abbraccio molto significativo, perché arrivato poche ore dopo una sconfitta bruciante. Significativo, perché sincero e denso di gratitudine per una stagione regolare conclusa con la beffa, ma condotta splendidamente per molti mesi. Fu anche il segnale che qui nessuno avrebbe mai fatto un passo indietro. Anzi: dietro l'angolo c'erano i playoff. Da disputare con gli occhi della tigre e possibilmente da vincere.
Blocco di granito. L'altra sera, però i ragazzi della Nord sono andati oltre. Si sono dati appuntamento in trecento, forse addirittura qualcuno in più, e sono arrivati fino sulla superstrada Fi-Pi-Li dove hanno intercettato il pullman della squadra che hanno letteralmente scortato, con ogni mezzo, fino all'arrivo a Tirrenia. Qui tifosi e squadra, mai come adesso un tutt'uno, si sono confrontati. Gli ultras hanno ringraziato per la splendida prestazione del 'Castellani' assicurando il loro sostegno incondizionato per la finalissima di domenica. Nella piccola-grande storia di questa interminabile stagione si è trattato di un evento destinato a lasciare il segno perché funzionale a caricare l'ambiente cominciando da chi scende in campo. Il Livorno c'è: i suoi tifosi, storicamente, non hanno mai fatto un passo indietro. Adesso stiamo solo accarezzando il Grande Sogno. Domenica vogliamo toccarlo con le nostre mani. E poi rivolgere un sguardo al Cielo sopra l'Ardenza da dove, chissà su quale stella, Piermario Morosini darà il suo consueto contributo. Già, perché il “Moro” è il nostro eterno dodicesimo uomo in campo.
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