Gioco
Emerson, la guida: rispettiamo tutti, ma chi ha paura non giochi
L'uomo in frac. Ramos Borges Emerson, il Puma: quando la palla transita dai suoi piedi è sempre un bel vedere: difende, copre, imposta, tira, sforna assist, segna. Specialità della casa esibite senza...
L'uomo in frac. Ramos Borges Emerson, il Puma: quando la palla transita dai suoi piedi è sempre un bel vedere: difende, copre, imposta, tira, sforna assist, segna. Specialità della casa esibite senza perdere mai la bussola, con disarmante disinvoltura.
Il giorno dopo Livorno-Brescia il brasiliano dal sinistro d'oro della retroguardia amaranto non ha dubbi.
«Abbiamo meritato di arrivare in finale. La partita di ritorno è stata giocata con i piedi, ma soprattutto con la testa. E siamo stati premiati». Ora tra il Livorno e la serie A c'è un solo ostacolo: l'Empoli. Emerson sfodera una frase che potrebbe diventare il testo di uno striscione: «Rispettiamo sempre gli avversari. Ma chi li teme non scenda in campo».
Questo sarà l'atteggiamento del Livorno nella doppia sfida da affrontare nella stessa maniera di sempre: «Cercheremo di arrivare fino in fondo attraverso il nostro gioco. Lo abbiamo fatto anche l'altra sera dopo il gol di Corvia: non ci siamo scomposti e abbiamo continuato a fare la nostra partita come sappiamo. E' questo il nostro segreto».
Domenica dopo il gol di Paulinho, Emerson è andato ad esultare sotto la tribuna: «La felicità era immensa, difficile trattenersi in quei momenti. Era contento per la squadra e per Paolo. So quanto sono importanti per lui i gol. Ora aspetto che torni a segnare anche Belingherim state sicuri che lo farà quando conta di più. Il mio palo? Sono stato sfortunato. L'avevo calciata davvero bene quella punizione. Arcari era battuto». Parola di Ramos Emerson Borges, l’uomoche gioca in frac. (f.p.)
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