Toscana
Agroppi: «È un ko che brucia, ma la serie A è sempre a un passo»
L’ex tecnico ha spento il tv alla fine del primo tempo: «Troppo alta la tensione, il coinvolgimento. Gli amaranto hanno un vantaggio non da poco: gli basta sempre il pareggio».
Ammetto di aver guardato solo il primo tempo di Sassuolo Livorno: all'intervallo ho spento il televisore, per riaccenderlo dopo il triplice fischio. Troppa la tensione, troppo il coinvolgimento, per la passione che mi lega agli amaranto e per il fatto di vedere in campo mio nipote Andrea Luci. I primi 45 minuti sono stati piuttosto insignificanti, senza occasioni da gol da una parte o dall'altra, mentre nel secondo tempo il Livorno in alcuni tratti ha sbagliato l'impossibile. Peccato, perché il successo a Modena sarebbe stato il giusto premio alla splendida stagione dei ragazzi di mister Nicola.
Assalto inutile, ora i playoff col Brescia
Inutile negare che la mancata promozione diretta brucia. Gli amaranto hanno disputato un campionato da applausi, mostrando un calcio bellissimo, facendo divertire i propri tifosi e vincendo molte partite fuori casa. Pesa come un macigno l'infortunio di Siligardi, la cui presenza avrebbe garantito almeno 10 gol in più nella seconda parte di campionato. Non è il caso però di lasciarsi andare ai rimpianti. Piuttosto c'è da pensare subito ai playoff. Non credo che la battaglia contro il Sassuolo possa lasciare particolari strascichi negativi. Si sono spese molte energie fisiche, ma anche le altre squadre hanno giocato e fatto fatica. Per quanto riguarda l'aspetto psicologico, vero è che il Livorno non è riuscito a tenere a distanza l'Empoli dopo il tentativo di "fuga", ma ha pur sempre un grande vantaggio: potrà scendere in campo con la consapevolezza di qualificarsi ai danni degli avversari anche in caso di pareggio. Se a Modena la squadra non è riuscita a vincere d'ora in avanti basterà non perdere. Non è una cosa da poco.
E le avversarie? Prima di tutto non inganni il recente 3 a 0: il Brescia è una "squadraccia", perché ha un ottimo potenziale, oltre a una tradizione di rispetto alle spalle. Forse a conti fatti la squadra più vulnerabile è il Novara, mentre l'Empoli rappresenta la vera concorrente, basti pensare all'attacco stellare per la categoria. Non serve comunque a nulla fare i calcoli o pensare a "chi era meglio incontrare e chi no": i ragazzi dovranno interpretare le partite senza paura, giocando con fiducia e entusiasmo. Poi il campo darà il suo verdetto, che mi auguro possa tingersi di tinte amaranto. (testo raccolto da G. Carlini)
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