Gioco
Anche le cifre promuovono il Don Bosco giovane
LIVORNO. Quale miglior riscontro, se non le voci statistiche, per evidenziare ancora una volta l’importanza del collettivo Don Bosco al termine di un’annata archiviata con la salvezza nel difficile...
LIVORNO. Quale miglior riscontro, se non le voci statistiche, per evidenziare ancora una volta l’importanza del collettivo Don Bosco al termine di un’annata archiviata con la salvezza nel difficile campionato Dnb di basket: tutti e 15 i ragazzi (nessuno escluso) impiegati da Andrea Da Prato hanno infatti contribuito alla grande rimanendo sul parquet, in media, non più di 29 minuti.
Premesso ciò, il più “presente” è risultato Checco Modica (28 minuti abbondanti in 28 match disputati), lungo tuttofare sempre al servizio dei compagni e capace di produrre un bottino personale da 9,8 punti e 2,4 assist (9º nella speciale classifica del girone B).
Il miglior realizzatore è stato invece Alessio Iardella (28 apparizioni) con 14,3 punti di media frutto di un buonissimo 56% da 2, 74% dalla lunetta e 23% nelle triple; l’ex Fabriano (cresciuto nel settore giovanile del Meloria Basket 2000) si è inoltre reso protagonista di 2,4 palle recuperate per gara e di una valutazione di 9,8, al pari del giovane Gianluca Marchetti, arrivato a stagione in corso dalla Virtus Roma (Lega A) e bravo a tenere 10,4 punti costanti in 23,4 minuti di utilizzo.
Tanto di cappello anche agli “stakanovisti” Leo Mariani e Stefano Cunico, a referto 29 volte su 30: il primo (professione guardia) si è guadagnato lo scettro di miglior rimbalzista con 5,7 carambole e, dopo Iardella e Modica, e il podio nel ranking dei minuti giocati. Eccellente la seconda metà di regular season di Leonardo Benvenuti (6,7 punti), così come non è mai mancato l’apporto di capitan Leo Niccolai (5,6 punti), Luca Passaglia (8,6) e Saverio Mazzantini (6,5), senza dimenticare quel Matteo Martini (7,3 di media con 24,9 minuti a disposizione) ceduto a gennaio al Brescia, in Dnc, e l’impatto ultra positivo dei giovani Davide Marchini (7 punti di media in 9 gettoni), Giorgio Artioli, Niccolò Barontini, Giorgio Pasquinelli e Francesco Forti.
Infine un po’ di dati “di squadra”, con le percentuali dal campo nella norma (52% da 2, 29% da 3, 67% ai liberi), l’ottima intimidazione sotto le plance (31 rimbalzi ogni domenica) e talvolta pure l’assenza di lucida nella gestione dei possessi (14,5 le palle recuperate di media, 25,7 quelle perse). Ma la verità, indipendentemente dalla pila degli scout, è che il Don Bosco la sua scommessa d’investire sulla linea verde l’ha vinta. Eccome se l’ha vinta.
Andrea Masini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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