Gioco
Diecimila cuori, un mare di amaranto
Curva piena, grande colpo d’occhio e una coreografia vecchi tempi: la vittoria è iniziata dagli spalti del Picchi
LIVORNO. Il colpo d’occhio risveglia la memoria e rispolvera i ricordi più dolci: diecimila, forse qualcosa di più, sui gradoni del vetusto Picchi, la curva nord piena come un uovo che prende meravigliosamente vita (fantastica la coreografia con le bandierine bianche e l’enorme striscione amaranto che scende giù) all’ingresso delle squadre. E’ una serata fresca, ingentilita dall’acquazzone un’ora prima della partita ma i ragazzi non se ne curano, torso nudo e ugole spianate per sostenere gli amaranto, che fanno di tutto per ricambiare tanto amore. Dopo 25’ la contesa più importante della stagione è in ghiacciaia come un prezioso vinello frizzante, e il popoplo amaranto ringrazia, con cori, applausi, fischi assordanti al piccolo Brescia che vorrebbe, ma non può. Il tempo di qualche schermaglia verbale con i trecento fans lombardi, e Dionisi mette la partita definitivamente a dormire.
E’ il momento della gioia, e la curva non si fa mancare nulla, nemmeno il solito coro contro il capo del centrodestra, alla faccia delle larghe intese. E’ il momento del tuffo gioioso della squadra sotto la nord: la serie A è lì, a un passo: lo stadio mobile adesso punta la prua verso Modena.
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