Lutto
Don Bosco, una scommessa vincente
Il veterano Modica giudica la stagione: «Salvezza meritata, potevamo anche andare ai playoff e che bravi gli under»
LIVORNO. Parola di chioccia, parola di Checco Modica. Il veterano di un Don Bosco che ha saputo archiviare il torneo di Divisione Nazionale B (ex B2) in bello stile, ma soprattutto evitando la roulette dei playout. Una salvezza meritata, che la squadra di Andrea Da Prato è riuscita a centrare con ben 5 giornate di anticipo sulla tabella di marcia e con estrema soddisfazione da parte di società, staff e giocatori in primis: «Ci siamo resi protagonisti di una buona stagione – afferma l’ala-pivot cresciuta nel settore giovanile labronico – a cominciare dal fatto che poche società hanno avuto lo stesso coraggio del Don Bosco d’investire in modo massiccio a giovani; Benvenuti e Mazzantini sono tutt'ora impegnati nell’Under 19, ma pure i 20enni Cunico e Marchetti erano alla prima esperienza in un campionato seniores. Di conseguenza la scommessa è stata vinta, e come se non bastasse non abbiamo mai mollato neppure a conti fatti. Un esempio? Al penultimo turno, in casa contro Castelfiorentino, è arrivata una stupenda vittoria al cospetto di un team che si è giocato, proprio a Livorno, l’accesso ai playoff».
Francesco, con appena 6 punti in più anche il Don Bosco avrebbe raggiunto la post season…
«Purtroppo sì, e infatti un briciolo di amaro in bocca è rimasto; in determinate circostanze, specie in trasferta o al cospetto di squadre di medio-bassa classifica, potevamo senza dubbio portare a casa la posta. Ma l'inesperienza e talvolta alcuni arbitraggi discutibili non ce lo hanno permesso, al pari di quella continuità che non siamo stati capaci di mantenere costante».
Con 9,8 punti di media a partita sei stato uno dei migliori realizzatori di casa Don Bosco. Soddisfatto?
«Direi di sì, ma di certo anche io avrei potuto giocare meglio numerose gare; nel complesso, però, credo di avere dato un onesto contributo e in particolare mi è piaciuto l'apprezzamento e la fiducia nei miei confronti dai giovani. Un sensazione davvero unica, che vorrei continuare a provare…».
Già, perché non è ancora tempo di basket mercato, ma la domanda nasce spontanea. Nel futuro di Modica c’è ancora Livorno?
«Fosse per me, rimarrei davvero volentieri: sono nato in questa società e non esiste ambiente migliore, all'interno di un gruppo solido e compatto. Premesso ciò, valuteremo il da farsi più avanti, mentre oggi torneremo in palestra per degli allenamenti individuali, improntati sui fondamentali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
