Toscana
Ciclone l’Africano: che bravo Duncan Dionisi è straripante
Paulinho, tante perle e un gol al di là del rigore sbagliato Difesa impeccabile, Belingheri e Luci le chiavi tattiche
6,5 fiorillo
Dopo Noè, irraggiungibile, è secondo nella classifica all time di acqua piovana «incassata» senza potersi ribellare. Il Vicenza non tira mai, e quando lo fa sono dei banalissimi sms. Solo una bastonata di Tiribocchi a tempo scaduto lo salva da assideramento certo.
7 BERNARDINI
Davanti ha una specie di album delle figurine: Bojinov, Tiribocchi, Semioli, gente che ha fatto la serie A vera e che adesso rema nelle retrovie dell’italica pelota. Cancella tutti senza alzare nemmeno il sopracciglio. Poi, all’altezza del 63’, si fionda da attaccante consumato sul tracciante di Schiattarella, si presenta davanti a Bremec, vorebbe mangiarsi la torta di compleanno ma la cede a Paulinho: premio De Amicis 2013.
7,5 EMERSON
Malonga è un colosso d’ebano che sa anche come domare il pallone, ma stavolta gira al largo come una gazzella nella savana. Perchè il leone do Brasil mica dorme: anticipi di testa e piede e ripartenze. Sembra che abbia ritmi slow, sembra: ma non è un caso che nessuno riesca a sradicargli la palla dal piede. Segno di tecnica di grana finissima.
7 CECCHERINI
Nicola lo preferisce a Decarli perchè il Cecche ha il phisique du role per mettere Bellazzini ai margini della contesa. Pian piano, spallata dopo spallata, tackle dopo tackle, mette il silenziatore al frullino di natali pisani. E primeggia anche sulle palle alte, specie nel finale quando il glorioso ex Lanerossi rovescia palle su palle nei sedici metri amaranto. Promosso.
7 SCHIATTARELLA
L’ultima, perfida perturbazione di aprile ha riacceso il motore del soldato Ryan di Davide Nicola. Che in una gara per larghi tratti brutta, sporca e cattiva ha volentieri indossato la mimetica e fatto la guerra - vincendola- con Cinelli e Laszko. Quando c’è da sgommare sgomma, quando c’è da acquattarsi tra i cespugli (la sua specialità) e ripartire funziona come un Vietcong. Suo il destro d’impeto che diventa un assist per il raddopio, il gol che manda il Vicenza a bere un the caldo.
8 DUNCAN
In una parola: meraviglioso. Non è un caso (nel calcio quasi niente lo è) se in settimana i boatos da Appiano Gentile accreditavano il suo ritorno, l’anno prossimo, alla corte interista. Beh, la gente del Picchi se ne faccia una ragione: sarà durissima trattenere Ciclone l’africano sul nostro lungomare. Si beve Rigoni e Cinelli come un mojito, recupera valanghe di palle sporche, imposta, attacca. Un’iraddiddio.
7 LUCI
Dalla fanghiglia escono gli uomini veri. Questo piombinese dal tratto gentile, ma tosto come l’acciaio, partita dopo partita è entrato sottopelle ai compagni, che lo guardano ormai come un capo tribù. Spende carisma, sudore e roteare di caviglie e alla fine divelle il centrocampo vicentino.
6,5 lambrughi
Perennemente combattuto tra la voglia di discese ardite e la necessità delle risalite. Attacca quanmdo deve, come nel primo tempo quando arriva per due volte sul fondo per il cross. Difende, e bene, come quinto della linea quando i veneti decidono che è ora di provarci. Qualcosa di sinistra, alla fine, l’ha detto.
6,5 BELINGHERI
Magari meno appariscente di altre volte, però il Barbarossa sa bene come gira il mondo e capisce che la sua posizione, il suo penzolare tra le linee avrebbe potuto mandare fuori giri l’assetto difensivo di Dal Canto. Detto, fatto: è lui ad armare le punte e, nel finale, a recuperare anche qualche calcio piazzato per rifiatare.
7,5 PAULINHO
Va bene, ha sbagliato un rigore. Insomma, sbagliato: lui ci ha messo forza e direzione, ma Bremec toccato dalla grazia ha lanciato la mano oltre l’ostacolo. Ma vogliamo parlare del resto: un gol da vero rapace (con semi-scippo di pura fame a Bernardini), una serie di giocate da fenomeno. Nessuno come lui in B (ma forse, non solo...) riesce a tenere la squadra così alta e far salire i compagni. 20 gol, signori. Urge barricata al casello di Stagno per respingere gli emissari della Samp.
7,5 dionisi
Mamma mia, che partita. A Grosseto non c’era, si è ripresentato in maniera spaventosa. Un rigore freddo come una gita al Polo, un quintale di recuperi, non ha dato tempo ai difensori biancorossi di respirare. E zitto zitto si arrampica a quota 12.
sv gentsoglou, decaRLI e biasci
Spiccioli di partita, che batticuore per il ragazzino classe 1994
8 NICOLA
Espone l’ennesimo capolavoro all’Ermitage della panchina. Aveva detto: non facciamo giocare il Vicenza. Missione compiuta: i suoi hanno preso per il collo e cancellato quasi subito la squadra che fu (ahi, i ricordi) di Paolo Rossi e Giussy Farina.
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