Gioco
«Loro sono forti, limitiamoli subito»
Nicola: voglio vedere una squadra che gioca a calcio
LIVORNO. Un anno fa l’incubo Lega Pro, oggi il sogno serie A. Da realizzare negli ultimi quattro atti della regular season, a partire dalla sfida interna di oggi con il Vicenza. «Che scenderà al Picchi per fare risultato – chiarisce subito Davide Nicola – i veneti, qualche settimana fa, non pensavano di arrivare a questo punto del campionato con la possibilità di giocarsi l’ingresso nei playout. E invece gli ultimi crolli dell’Ascoli hanno regalato ai biancorossi tale chance. Affronteremo un gruppo ricco di elementi di qualità, che dovremo limitare per cercare di prevalere».
Il valore del Vicenza. Nel trittico di metà aprile il Livorno ha conquistato 6 punti e speso energie, ritrovate in settimana per il rush finale. «Ci siamo preparati con la consueta abnegazione – prosegue Nicola – voglio vedere una squadra che gioca a calcio. Ma attenzione a questo Vicenza che, con il 4-3-3 di Dal Canto, ha trovato un modo redditizio di stare in campo. E ha 3-4 calciatori molto interessanti per la categoria. Al posto di Giacomelli (squalificato, ndr) dovrebbe giocare Semioli, un cambio che illustra le qualità dei veneti». La lotta per il secondo posto si incrocia quindi con quella per evitare la retrocessione diretta, dato che il Verona sarà di scena ad Ascoli. «Ma noi dobbiamo pensare solo a fare il massimo con il Vicenza», spiega Nicola.
La formazione e il pubblico. Nessun indizio sulla formazione, ma il tecnico amaranto ammette di non avere dubbi. Nel classico 3-4-1-2 torneranno titolari Duncan e Dionisi, mentre Lambrughi sostituirà lo squalificato Gemiti. In difesa Ceccherini potrebbe essere preferito a Decarli. «In settimana ho provato anche questa soluzione, valuterò sia dal punto di vista fisico che mentale». Nicola chiama anche i tifosi allo stadio, perché «questa è la penultima gara in casa della stagione regolare, c’è la voglia di trascinare e di essere trascinati. Spero di vedere una bella cornice di pubblico». Poi scherza: «Se ci saranno ancora i soliti 5mila ci faremo dare nome e indirizzo di tutti e li ringrazieremo pubblicamente a fine anno». Dentro i numeri. Nel percorso amaranto c’è però un dato che rischia di spaventare l’ambiente labronico: il Livorno è infatti la seconda peggior difesa interna del campionato, ma anche la migliore esterna (16 gol al passivo). Nicola tranquillizza subito tutti: «Le 11 vittorie in casa e le 10 in trasferta dimostrano che abbiamo avuto un cammino regolare. La differenza di reti subite dipende dal fatto che al Picchi abbiamo uno spirito più garibaldino, ei 39 gol fatti (miglior attacco, ndr) lo confermano. Fuori casa, invece, sfruttiamo un maggior equilibrio».
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