Gioco
Un brutto inizio e un finale Insigne: Napoli esulta al 93’
Partita da brividi con rissa e veleni, e vittoria in extremis: gli azzurri piegano un gran Cagliari e vedono la Champions
NAPOLI. Che sarebbe stata dura si sapeva, e che fra Napoli e Cagliari non corra buon sangue pure: a confermarlo i nervi tesi durante e dopo la partita, con una maxi-rissa scoppiata dopo il 3-2 di Insigne e una misteriosa “dedica” finale del presidente De Laurentiis: «Questa vittoria - ha twittato il patron azzurro rifiutandosi poi di spiegarla - la dedico a Cellino, ad Astori e a Nainggolan». Probabile riferimento polemico ai due giocatori del Cagliari più volte in predicato di passare al Napoli, e che ieri al San Paolo sono stati fra i rossoblù migliori e più animosi. «Se era un modo per invitarmi a venire a Napoli - ha commentato Nainggolan - penso proprio che dopo questo messaggio non ci verrò mai».
«Siamo nati per soffrire - ha detto a sua volta un Walter Mazzarri stremato dal tourbillon di colpi di scena e che nel convulso finale si è volto minacciosamente verso la panchina sarda dalla quale era già stato espulso il collega Pulga - è stata una vittoria difficilissima e importantissima, abbiamo rischiato grosso però alla fine ce l’abbiamo fatta e anche con merito». Un’analisi esatta, la vittoria è in effetti di quelle pesanti, perché avvicina il Napoli al sospirato obbiettivo del secondo posto con relativa qualificazione diretta alla Champions: un risultato che segnerebbe un’annata molto positiva e che potrebbe indurre Cavani e lo stesso Mazzarri a rimanere in azzurro.
Per prendere i tre punti contro un Cagliari in ottima forma e irriducibile, il Napoli ha dovuto però aspettare il 93’ e un’invenzione di Insigne che ha scagliato dal vertice destro dell’area rossoblù il classico tiro della disperazione: aiutato anche da una deviazione, il pallone è andato a baciare il “sette” opposto facendo esplodere il San Paolo.
In precedenza se ne erano viste di tutti i colori. Cagliari ben messo in campo e superiore al solito Napoli macchinoso di inizio partita per almeno mezz’ora: giusto il vantaggio siglato da Ibarbo con una botta a mezza altezza dopo una maldestra respinta di Cavani su calcio d’angolo. Napoli in ripresa nel finale di primo tempo: due occasioni fallite per l’1-1 e un probabile rigore negato a un Matador nervoso e ammonito (salterà Pescara), ma il risultato non cambia e le cose si mettono male.
Nella ripresa però è un’altra partita. Mazzarri inserisce Armero e cambia modulo passando al 4-3-1-2, gli azzurri pareggiano subito, poi vanno in vantaggio con due gol entrambi contestati (sul secondo di Cavani il sospetto di offside in effetti rimane) e i giochi sembrano fatti, ma il Cagliari manda in campo Sau che appena entrato azzecca un fantastico destro a rientrare che gela Rosati e lo stadio intero.
Sul 2-2 il match diventa entusiasmante. Mazzarri cambia ancora buttando dentro Insigne e giocando il tutto per tutto con 4 attaccanti: il Napoli assedia l’area sarda ma il Cagliari non molla un centimetro e riparte pericolosamente in più di un’occasione. Occasioni da una parte e dall’altra, Agazzi para tutto e quando non ci arriva è Astori a salvarlo su una botta al volo di Cavani. Quando tutto sembra vano arriva la prodezza di Insigne che scatena l’entusiasmo e anche una rissa colossale a metà campo. Finisce fra botte e veleni, ma al Napoli va benone così.
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