Gioco
Nicola: visto? Non esistono partite scontate...
«Noi abbiamo sofferto, Empoli e Novara peggio. E’ per questo che non voglio fare tabelle»
GROSSETO. Sguardo fiero, gli occhi un po' lucidi, l'animo orgoglioso. Nessuno abbatte il condottiero Davide Nicola. Le battaglie perse lo caricano, la sua truppa lo segue, si fida ciecamente. E ci regala sempre più l'orgoglio di vedere questi ragazzi che indossano la maglia amaranto. «Avevamo tutto da perdere, vi garantisco che questi sono tre punti molto pesanti. Dico di più: il Grosseto è squadra con buoni valori, non credo meriti la retrocessione e sono sicuro che da qui alla fine romperà le scatole a tutte le sue avversarie». Stavolta partiamo dalla fine. Dai risultati della giornata. «Gli sforzi li pagano tutti. Pensavate che il Novara avesse fatto una passeggiata a Livorno? Poi è chiaro che forse neanche io mi aspettavo queste sconfitte di Empoli e Novara, ma i tranelli sono sempre dietro l'angolo, per noi come per gli altri.Questi risultati sono la dimostrazione che non puoi fare tabelle o calcoli. Noi non sappiamo se siamo tra i più forti, di certo siamo convinti che stiamo dando il massimo, e questo per me è il vero traguardo. Ci restano 4 partite da giocare a tutta, senza paura, senza condizionamenti, senza vedere un eventuale playoff come un mostro che ti uccide. Calma e sangue freddo». Poi un flash sulla partita. «Tatticamente rifarei le stesse scelte, non sono quelle che ci hanno creato difficoltà nel primo tempo. Siamo partiti con troppa paura e timore di non riuscire a vincere, la consapevolezza è una qualità sulla quale stiamo ancora lavorando. Paulinho? Mi fa piacere questa tripletta, ormai è un giocatore consacrato. Così come sono orgoglioso dei 73 punti e dei 71 gol segnati.
Camilli scatenato. Il presidente biancorosso ha fatto dalla tribuna un vero e proprio show del cattivo gusto. Prima lanciando offese irripetibili a Belingheri e Paulinho (sentite benissimo perché allo stadio c'erano 500 spettatori…) e poi prendendosela con Perotti.
Tifosi amaranto. Erano in 250 allo stadio, molti più dei tifosi del Grosseto. Tante bandiere amaranto, grande tifo, cori per Paulinho e anche per il figlio di Mandorlini (entrato nel secondo tempo), e alla fine festa grande sotto il coro "grazie ragazzi". (al.ber.)
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