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Il ciclone Paulinho fa godere il Livorno

di Alessandro Bernini
Il ciclone Paulinho fa godere il Livorno

Tripletta a Grosseto dopo un primo tempo sofferto. Gli amaranto tornano a più 10 sull’Empoli, aspettando il Verona

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INVIATO A GROSSETO. Neanche nei sogni più belli. Perché un tifoso amaranto sabato si poteva anche addormentare pensando «speriamo di vincere a Grosseto». Lecito. Ma mica poteva pure pretendere che lo Spezia perdesse a Empoli e soprattutto che il Novara finisse ko in casa con il Modena… Va bene volare con la fantasia, ma a tutto c'è un limite. Almeno si pensava.

Invece è stato un trionfo. Adesso abbiamo dieci punti sull'Empoli e anche quattordici sul Novara. Aspettiamo domani sera Verona-Brescia con curiosità ma senza ansia, non dimenticando mai che all'ultima c'è Verona-Empoli. Tra l'altro il Brescia ieri ha perso di nuovo il sesto posto e dunque deve far risultato ad ogni costo al Bentegodi.

Quattro giornate alla fine, c'è ancora da correre, ma gli altri devono correre più di noi.

Il 3-0 di Grosseto è figlio di due partite. Angosciante nel primo tempo quando il Livorno giocava malino e l'arbitro faceva danni come la grandine, con due rigori semi-regalati, per fortuna entrambi sbagliati dal Grosseto prima con Delvecchio (alto) e poi con Piovaccari (gran parata di Fiorillo); travolgente nella ripresa quando il Livorno ha trovato la quadra tattica e il Grosseto ha perso la testa restando presto in 9.

Super Paolo. L'uomo del giorno è Paulo Sergio Betanin, quel Paulinho ormai giocatore fatto dalla testa ai piedi. Con la tripletta di ieri è salito a diciannove gol, una sola lunghezza dal capocannoniere della B, il modenese Ardemagni. Nel giorno in cui il Livorno era costretto a giocare con una sola punta per l'assenza di Dionisi (e di Siligardi, giusto per non dimenticare), «Paolo» si è preso per mano l' intero peso dell'attacco e ha azzannato tre volte il Grosseto. Tre gol diversi nei quali c'è tutto il repertorio di un giocatore che con Nicola è esploso.

La paura. Il vero miracolo è stato andare all'intervallo in vantaggio di un gol. Il primo tempo ci ha regalato solo sofferenza: tattica perché Schiattarella non trovava posizione dietro Paulinho, fisica perché il vento tirava contro ed era difficile mettere di fila anche due passaggi, arbitrale perché questo signor (?) La Penna di Roma ne combinava una dietro l'altra, fischiando rigori come si fosse a una gabbionata tra amici.

Meno male che in questo mare di difficoltà abbiamo trovato due super-eroi disegnati dalla matita di Nicola: Paulinho che al 13' ha raccolto un lancio di Emerson superando Lanni con uno splendio pallonetto, e Fiorillo che al 37' (sul secondo penalty) è volato sulla rasoterra di Piovaccari deviando la palla in angolo dopo aver effettuato un altro intervento strepitoso sullo stesso Piovaccari a due passi dalla porta.

Ma le difficoltà amaranto erano tutte in quel 9-0 negli angoli a favore del Grosseto, con Nicola che al 36' era stato addirittura costretto a togliere Salviato inserendo Duncan e spostando Schiattarella sulla faascia, per assestarsi con un 3-5-1-1 più quadrato.

Solo Livorno. Nella ripresa è cambiato il vento, in ogni senso. Il Grosseto ha perso l'alleato «meteorologico» e anche la testa. L'espulsione all'11' di Biraschi per doppio giallo ha messo la partita in mano al Livorno, che comunque sembrava già molto più quadrato che nel primo tempo. Il 2-0 è arrivato al 17' per atterramento di Paulinho da parte di Feltscher, con rigore trasformato dallo stesso brasiliano e lì ci siamo finalmente sentiti più tranquilli.

A completare l'opera ci ha pensato l'infiammato Del Vecchio che si è fatto cacciare per uno scappellotto a Gemiti, e il solito Paulinho che si è inventato un gran gol al 25' con destro al giro e palla sul secondo palo. Campione vero.

Il resto è stata dolce noia. Con il Livorno che giustamente ha smesso di attaccare, tanto non c'era alcun bisogno di infierire. Pirati e signori, alla Iglesias.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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