Gioco
Nicola detta la linea «Serve tanta fame»
Il tecnico non si fida del Grosseto: per noi sono cinque finali
LIVORNO. Altro che passeggiata. Davide Nicola non si fida della mina Grosseto, già retrocessa e pronta a esplodere tutta la sua rabbia. «Non sarà una gara semplice – confessa la guida amaranto – dovremo essere molto bravi nel leggere i momenti chiave dell’incontro. Loro scenderanno in campo con grande furore agonistico per dimostrare che non meritano l’ultimo posto. Insomma, servirà grande attenzione. Il ko con il Novara? Nessun dramma, abbiamo perso contro il miglior organico della serie B».
Novara super. Nicola accetta quindi la sconfitta di mercoledì serenamente e riconosce le qualità dell’avversario: «Abbiamo provato a guadagnare qualcosa sul Verona, ma non ci siamo riusciti perché abbiamo trovato una squadra molto forte, che ha infilato la settima vittoria consecutiva. Il primo tempo è stato equilibrato, mentre nella ripresa non siamo stati all’altezza dei piemontesi. Nonostante questo nei primi venti minuti abbiamo avuto le occasioni per passare in vantaggio e cambiare la storia della partita. Comunque i ragazzi hanno giocato meglio con il Novara rispetto al match di Varese, dove abbiamo sfruttato alcune individualità e conquistato i 3 punti».
Occhio al Grosseto. Adesso l’obiettivo amaranto è quello di invadere la Maremma e continuare a sognare la serie A diretta. «Il Grosseto è una squadra che attacca con 7-8 giocatori – avvisa Nicola – può concedere grandi spazi ma può anche far male. Ha una rosa di circa 35 elementi, molti dei quali di grande qualità. Se dovessi scegliere preferirei incontrare realtà in corsa per qualcosa, perché giocano con più attenzione e meno foga». Nessun indizio sulla formazione, anche se il tecnico ha le idee chiare: «Come di consueto abbiamo provato due soluzioni. Abbiamo anche pensato a una tattica leggermente diversa dal solito, quindi un centrocampista in più o uno schieramento difensivo diverso.
Turnover? «Non lo so, forse. Emerson e Lambrughi hanno recuperato dai rispettivi affaticamenti? Sì, non ci saranno problemi. Bigazzi o Cellerino al posto dello squalificato Dionisi? Dipenderà anche da come giocherà il Grosseto, che probabilmente scenderà in campo con un 4-2-4 molto offensivo». Nicola parla poi di Dell’Agnello, finito in tribuna nelle ultime settimane per scelta tecnica e scavalcato da Cellerino nelle gerarchie dell'allenatore: «Ha qualità, però arriva da un anno molto particolare: sta prendendo la giusta confidenza con i movimenti, ma serve tempo per recuperare completamente da un infortunio come quello che ha subito la scorsa stagione (rottura completa del crociato anteriore del ginocchio destro, ndr). Comunque, al di là di tutto questo, c’è anche un discorso di atteggiamento e di fame».
Il rush finale. La trasferta di Grosseto sarà la prima di cinque finali, «nelle quali dovremo dare il massimo – chiude Nicola – dopo i maremmani affronteremo il Vicenza, che sta lottando per evitare la retrocessione diretta, poi la Ternana, una delle formazioni più insidiose della categoria, quindi il Brescia, in corsa per un posto nei playoff, e infine il Sassuolo, che cercherà di chiudere una stagione perfetta con un risultato positivo. In questa fase del campionato non contano più i punti fatti, conta soltanto il momento. Comunque le aspettative non devono mai superare i reali valori: noi dobbiamo anche essere pronti mentalmente per disputare i playoff».
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