Sicurezza
Amaranto, la grinta è spianata
Bigazzi, Ceccherini e Dell’Agnello: anche noi giovani siamo tutti pronti per Varese
LIVORNO. Pronti per Varese. E chi se ne importa dei due punti restituiti al Novara. Il Livorno non ha nessuna intenzione di alzare la testa dal manubrio o di aumentare il ritmo della pedalata. Come i migliori grimpeurs, gli amaranto continueranno la scalata con il loro passo nella convinzione che prima o poi qualcuno dovrà pur staccarsi. E a quel punto il Grande Traguardo potrebbe essere davvero vicino.
Giovani agguerriti. L'inaugurazione del Bar Cafè La Loggia in Corso Mazzini 32/B dello sportivo Gian Maria Massone diventa subito il pretesto per scambiare due battute con i giocatori intervenuti all'evento. Accompagnati dall'addetto stampa Paolo Nacarlo e dal tecnico Davide Nicola, i livornesi doc Dell'Agnello, Ceccherini e Bigazzi hanno ricevuto l'abbraccio affettuoso di tanti tifosi e hanno fatto il punto della situazione alla luce della nuova classifica generata dallo sconto della penalizzazione del Novara. Bigazzi, fresco di gol all'Ascoli non ha dubbi: «Per noi non cambia assolutamente niente. Dobbiamo pensare a noi stessi e alla prossima partita con il Varese. Il resto non deve condizionarci». Nessuna voglia di parlare sulla farsa dell'anticipo tv della penultima giornata Livorno-Brescia, ma la consapevolezza che stiamo andando incontro alla fase caldissima del campionato: «Stanno arrivando le partite decisive, ma siamo pronti». Bigazzi saluta e se ne va prima degli altri. Ha in agenda un appuntamento con il suo procuratore. Un incontro di routine.
La grinta del Cecche. A vederlo così non diresti mai che Federico Ceccherini è un tipo così determinato. Parla a voce bassa. Usa modi educati. Eppure sentenzia: «Non guardiamo agli altri. Conta solo ciò che riusciamo a combinare noi. Adesso siamo attesi da un impegno molto complicato sul campo del Varese, ma noi andiamo là con lo stesso atteggiamento di sempre. Vogliamo vincere e daremo il massimo per portare a casa i tre punti». Anche Simone Dell'Agnello è sintonizzato sulla stessa lunghezza d'onda dei compagni di squadra anche se aggiunge una considerazione: «Nessun dubbio sul fatto che per noi non cambia assolutamente di una virgola la nostra mentalità. Tuttavia è chiaro che i punti restituiti al Novara fanno diventare molto importante lo scontro diretto dell'Ardenza in programma mercoledì prossimo». Già. E quella notte il popolo amaranto dovrà recitare la sua parte.
Ricordi dell'adolescenza. Il match con il Novara presenta forti analogie con quello che il Livorno giocò (e vinse) il 1° maggio 2004 con la Fiorentina. Quel successo costituì una tappa fondamentale sulla strada che portà al ritorno nell'Olimpo del calcio dopo oltre mezzo secolo. Ceccherini e Dell'Agnello all'epoca erano poco più che ragazzini. Simone rammenta: «Io e Federico avevamo dodici anni. Eravamo appena arrivati nel Livorno dopo la lunga trafila nel Sorgenti Labrone. I ricordi sono ancora nitidi anche se eravamo poco più che bambini». Nove anni dopo, i ragazzini terribili proveranno a ripercorrere le orme di Protti, Lucarelli e i loro valorosi compagni. Ma adesso, come i migliori grimpeurs avanti del nostro passo. C'è la voglia di espugnare Masnago. C'è il desiderio di presentarsi all'ultima curva con un margine rassicurante. La muta degli inseguitori è lì e sembra non mollare. Appunto, sembra.
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