Gioco
Emerson, elegante anche con le parole «Un club perfetto»
«Nel Livorno tutto funziona a meraviglia, ecco il segreto» Belingheri: voglio restare a lungo. Gemiti: testa sul campo
LIVORNO. Tsta sul manubrio e pedalare. La vittoria con l'Ascoli è un'altra perla di questo meraviglioso campionato, ma appartiene già al passato. La squadra si sta già sintonizzando sulla trasferta di Varese. Tutto il resto non conta. Tabelle, calcoli, un ipotetico ruolino di marcia ideale da qui alla fine della stagione regolare: sono materie buone per i tifosi, ma sconosciute nello spogliatoio amaranto.
Il verbo di Emerson. L'esempio arriva proprio dal gruppo. Emerson è uno dei leader silenziosi di questa squadra e ha sentenziato: “Viviamo alla giornata. Non facciamo conti di nessun genere. Non possiamo permettercelo. E' questo il segreto per lottare fino all'ultimo minuto. Siamo consapevole che stiamo facendo qualcosa di fantastico, questo sì, ma non cambiamo il nostro atteggiamento. Dobbiamo rimanere con i piedi per terra”. El Puma, poi ha elogiato la società: “Nel Livorno tutto funziona a meraviglia. E i risultati arrivano anche grazie a chi sta dietro le quinte e ci fa stare bene. In questo gruppo di lavoro tutto pensiamo allo stesso modo”.
Il contratto di Belingheri. Emerson ha spiegato perché chi viene a Livorno non vuole più andarsene. Belingheri è uno di quei giocatori che qui ha trovato l'ambiente ideale, ma è in scadenza di contratto: “Nei giorni scorsi – ha detto – il mio procuratore si è incontrato con la società per trattare il rinnova. Si è trattato di un primo approccio molto cordiale. La mia intenzione è quella di restare qui il più a lungo possibile. E' chiaro che per fare i matrimoni bisogna essere in due, ma sono fiducioso”.
Il realismo di Gemiti. Il tedesco, invece, senza guardare troppo avanti, si limita ad analizzare il campionato: “Storicamente il girone di ritorno in serie B è una battaglia continua. Nessuno puà regalare niente. C'è chi lotta per la promozione diretta, per i playoff e per evitare i playout. Non ci sarà un minuto facile da qui alla fine, ma lo sappiamo e siamo preparati”.
La ricetta di Mazzoni. Il portierone non ha dubbi su come il Livorno (ma pure tutto l'ambiente amaranto) deve vivere queste ultime giornate di stagione regolare: “Ogni settimana a fine partita cambia il mondo. Dopo il successo con il Lanciano non ci sarebbero stati i playoff. Dopo il pari di Bari sì e dopo la vittoria con l'Ascoli di nuovo no visto che abbiamo messo ancora dieci punti tra noi e la quarta. A noi, però, di queste cose non deve interessarci nulla, perché qui stiamo ragionando sul filo di uno, al massimo due punti. E non ci sembra un margine che possiamo amministrare quando mancano sette giornate. Per questo dobbiamo andare avanti per la nostra strada senza troppi pensieri, ma con un paio di considerazioni che dànno l'idea del cammino che stiamo facendo: l'anno scorso il Pescara arrivò primo con 83 punti. Noi siamo a 67 e mancano 7 giornate. E proprio a 67 chiuse la stagione regolare la grande Sampdoria».
I tifosi. Poi c'è lo zoccolo duro, quello della gente che vuole bene al Livorno senza se e senza ma a prescindere dai risultati. Quei tifosi che sabato hanno dato l'ennesima dimostrazione di intelligenza e sensibilità quando hanno ricordato il Vigile del Fuoco Davide Carlesi e poi hanno abbracciato i fratelli dell'Aek.
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