Il Tirreno

Livorno

Don Bosco, peccato 38’ di ottimo basket non sono bastati

di Andrea Masini
Don Bosco, peccato 38’ di ottimo basket non sono bastati

La capolista Ravenna ha sfruttato i suoi talenti per colpire Mazzantini, la baby rivelazione: 17 punti e tanta personalità

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LIVORNO. Il gap finale (58-67, più nove per la capolista Ravenna) non rispecchia nella maniera più assoluta l’andamento di un match che il Don Bosco ha interpretato davvero nel migliore dei modi. Senza alcun timore reverenziale, ma soprattutto consapevole di poter sgambettare la prima della classe e mettersi in tasca un successo dal sapore speciale anche in chiave classifica.

Purtroppo, però, trentotto minuti (abbondanti) giocati con il coltello tra i denti non sono bastati per rispedire al mittente il talento di Rivali (senza dubbio il miglior giocatore visto al Pala Macchia in questa stagione, un lusso per questa categoria) e compagni, cinici e feroci nel mordere la giugulare labronica per mezzo di un terrificante parziale di 9-0 e con gli ultimi 24 secondi trascorsi infatti tra strette di mano e abbracci tra i protagonisti di una bella partita che, ripetiamo, Livorno avrebbe meritato di vincere, anche solo per la rabbia espressa e l’agonismo tenuto alto per l’intero arco della gara. Benvenuti show. Il pivot rossoblù, reduce dal raduno genovese con la nazionale Under 18 in dolce compagnia di Giorgio Artioli e Saverio Mazzantini, si è rivelato il “man of the match” con 17 punti e un impatto da veterano, sfruttando a meraviglia la chance concessagli da Andrea Da Prato di entrare quintetto; una scelta appunto ripagata con gli interessi e che testimonia ulteriormente l’enorme potenziale (e margine di miglioramento) in possesso di Lorenzo, patrimonio del Don Bosco e del vivaio azzurro in ottica futura.

Addio playoff. Il ko interno patito contro la capolista (già sicura del primato con ancora quattro giornate da disputare ma nonostante tutto capace di dare il massimo), e l’intreccio di alcuni risultati provenienti dagli altri campi, ha infine chiuso a chiave le porte dei playoff, una fase che il Pala Macchia non ospiterà per il secondo anno consecutivo e che, forse, il Don Bosco sarebbe stato in grado di raggiungere salvo alcuni passaggi a vuoto e passi falsi sanguinosi. Ma di certo c’è che nessun altra squadra ha avuto il coraggio di spedire sul parquet un roster per lo più composto di ragazzi provenienti dal settore giovanile. Un motivo di grande orgoglio, che permetterà al Don Bosco tra un paio di mesi fare la voce grossa alle Finali Nazionali Under 19 di Udine e nel prossimo campionato di Divisione nazionale B.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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