Il Tirreno

Livorno

«Sogniamo insieme, io ci credo»

di Fabrizio Pucci

Luca Siligardi grida la sua carica ai compagni e ringrazia i tifosi. «Mai avuta un’accoglienza come sabato allo stadio»

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LIVORNO. Mimetizzato tra i tifosi della tribuna, lato curva sud, ha assistito a Livorno-Ascoli con lo stato d'animo sospeso tra la soddisfazione di vedere i compagni di squadra in condizioni smaglianti, e il rammarico di non essere in campo. Luca Siligardi è tornato all'Ardenza e la sua presenza non è passata inosservata. Fino al prossimo campionato i difensori avversari possono dormire sonni tranquilli. Ma si tratta di una tregua temporanea. Il bomber di Campagnola tornerà più forte di prima.

Nel frattempo non ci resta che intervistarlo, naturalmente con un pizzico di rammarico. Anche perché con lui il campo il Livorno avrebbe avuto un’arma in più davvero micidiale.

Luca, la prima domanda è d'obbligo. Come stai?

«Le mie condizioni stanno migliorando. L'11 marzo ho iniziato la riabilitazione all'Isokinetic. Per un altro mese lavorerò in palestra e in piscina dopo di che penso che potrò iniziare a correre».

E il morale?

«Adesso sono più sereno, ma non nascondo di aver passato giorni tristi. L'infortunio di quella gravità è stato una brutta mazzata anche perché stavo disputando un ottimo campionato. C'è grande rammarico, oltre che per comprensibili motivi personali, anche per la squadra. L'idea di non poter dare il mio contributo a questo gruppo meraviglioso mi fa molto male. Ma ora me ne sono fatto una ragione. Non posso fare altrimenti».

Che effetto ti ha fatto tornare all'Ardenza?

«Bellissimo. I tifosi sono stati eccezionali. Mi hanno fatto sentire uno di famiglia. Ho ricevuto abbracci, pacche sulle spalle, parole di incoraggiamento. Questo mi motiva a tornare quello di prima. Li ringrazio tutti. Nella mia carriera è la prima volta che mi capita di ricevere un'accoglienza così calda».

Avevi visto la squadra dal vivo in altre circostanze?

«Sì. Andai a trovare i ragazzi a Forlì nel ritiro che precedeva la partita con il Cesena. Anche in quella occasione le sensazioni furono positive».

E contro l'Ascoli come hai visto i ragazzi?

«Benissimo. E ne sono felice. Sono tornato a casa con la gioia nel cuore».

A questo gruppo va riconosciuto un merito: ha mascherato bene la tua assenza, non trovi?

«Avevate dei dubbi ? Personalmente no. Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Era già accaduto altre volte: mancava qualcuno e gli altri sopperivano alla grande. A volte io stesso sono stato fuori per qualche guaio fisico, ma nessuno se n'è mai accorto perché questo gruppo è d'acciaio».

È proprio questo il segreto del Livorno...

«Esatto. Si vede la mano dell'allenatore. Credo che il lavoro di Davide Nicola sia sotto gli occhi di tutti. Al di là dei risultati, la gestione del gruppo da parte sua è semplicemente eccezionale. E poi stanno giocando tutti alla grande. Avete visto che Paulinho?».

Come valuti questa volata finale ?

«Noi ce la giocheremo fino in fondo. La squadra ci crede. Questo Livorno non ha nessuna intenzione di mollare. Lo si legge negli occhi dei miei compagni di squadra. Vediamo dove possiamo arrivare, ma sempre affrontando un impegno alla volta. È l'atteggiamento più intelligente e proficuo che possiamo tenere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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