Il Tirreno

Livorno

Si vola a +10 a ritmo di samba

di Alessandro Bernini
Si vola a +10 a ritmo di samba

Travolto l’Ascoli (3-0) con Paulinho ed Emerson scatenati. E ora l’Empoli è più lontano

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LIVORNO. Bisogna richiamare i giocatori del Livorno all'ordine. Così non va bene. Anarchia pura, nessuno che ascolta più quello che dice il loro allenatore. Ma come, Nicola li prega per tutta la settimana «mi raccomando, ci vuole calma, pazienza, cerchiamo il gol senza ansia», e loro cosa fanno? Segnano dopo 53 secondi…

Avanti Livorno. Una lezione di calcio, gratis, senza neanche bisogno di sconti Groupon. Gli amaranto prendono a pallonate l'Ascoli e tornano dove meritano: fosse finito oggi il campionato, saremmo in A senza bisogno dei playoff, con l'Empoli a meno 10 e le altre perse nel vuoto. Anche se non ci fidiamo del Novara. È a meno 16 dal Livorno ma l'ultimo grado di giudizio non si è ancora espresso sui 5 punti di penalizzazione. Non esiste.

Un dominio. Non c'è mai stata partita. Un gol dopo 53" di Paulinho (giocatore sempre più completo), il bis dopo 20' di Emerson e finalmente ecco un sabato primaverile di puro piacere.

Uno spettacolo in campo e anche sulle tribune, dove si festeggiavano i 10 anni di gemellaggio tra Livorno e Aek Atene alla presenza di una trentina di tifosi greci.

Il pianto greco è stato invece l'Ascoli. Che poverino si è presentato a Livorno senza Zaza e Feczesin che in coppia (18+6) avevano segnato 24 dei 48 gol totali dell'Ascoli, la metà insomma. Assenze troppo pesanti, soprattutto se vai sotto dopo neanche un giro di lancetta. E poi, sarà, ma questo esonero di Silva per far posto a Pergolizzi, ci sembra un autogol clamoroso. Deve stare molto attento l'Ascoli (4 ko nelle ultime 5 partite).

Ma i meriti del Livorno vanno oltre i limiti dell'Ascoli. Ha impressionato l' organizzazione tattica del Livorno, squadra che non spreca un pallone, che ha uno schema per ogni punizione, che ha movimenti collaudati per ogni ripartenza o per ogni chiusura difensiva. Poco importa se c'è Salviato al posto di Schiattarella, se Ceccherini fa spazio a Decarli, se in porta Nicola alterna di nuovo Fiorillo con Mazzoni, se strada facendo escono Dionisi e Paulinho Tutti importanti, tutti decisivi, come ha dimostrato quell'abbraccio convinto a Cellerino (per l'assist) e a Bigazzi (per il gol) dopo il 3-0.

E alla fine il Livorno ha anche risparmiato qualche energia fisica che magari sarà utile nelle prossime due partite, determinanti: Varese in trasferta e Novara (di mercoledì) in casa.

Colpiti e affondati. «Così la gente impara ad arrivare tardi allo stadio», è stato il commento più bello ascoltato in tribuna dopo il gol di Paulinho. Erano passati 53", che non bastano nemmeno per passare da un tornello. Paulinho ha preso palla a metàcampo, l'ha difesa col fisico, è partito a testa alta e velocità doppia rispetto agli avversari, si è accentrato e ha lasciato partire un destro al giro che si è infilato a rete. Non un gol ma un'opera d'arte.

Persa la possibilità di star chiuso dietro, l'Ascoli si è smarrito. «E ora che facciamo?» avranno detto i bianconeri. Problema che non riguardava il Livorno.

La squadra di Nicola ha continuato a far gioco con facilità disarmante, e al 21' ha raddoppiato con Emerson su punizione. Padrone del centrocampo con Luci e Duncan, sicuro dietro e sempre brillante nella costruzione, il Livorno ha dominato anche il secondo tempo. Pergolizzi ha provato subito due cambi in avvio, un paio di guizzi di Colomba sembravano un campanello d'allarme, ma dopo pochi minuti è ripreso il monologo amaranto. Coronato dal 3-0 di Bigazzi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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