Sicurezza
di Alessandro Bernini
6,5MAZZONI. Una punizione di Loviso gli fa il solletico, il resto sono spruzzate di sicurezza con parate e uscite sempre impeccabili. Ministro della sicurezza. 6,5bernardini. Poteva portarsi un po’...
6,5MAZZONI. Una punizione di Loviso gli fa il solletico, il resto sono spruzzate di sicurezza con parate e uscite sempre impeccabili. Ministro della sicurezza.
6,5bernardini. Poteva portarsi un po’ di Nivea e prendere il sole. Soncin si muove tanto ma le battaglie sono un’altra cosa. Ministro per la conservazione dei beni.
8emerson. Lo meritava quel gol, uno dei suoi sinistri-killer che diventano il valore aggiunto per un difensore che regala sicurezza, classe e capacità di far ripartire l’azione. Signore in campo e fuori: dopo il gol va a baciare i figli, dopo il fischio finale va dall’amico in carrozzella. Brava la società ad aver già depositato in Lega il rinnovo del contratto. Ministro della difesa.
6,5decarli. Non ci fosse Schiattarella, sarebbe lui il “soldatino”. Sempre la cosa giusta, mai una forzatura, il falletto quando ci sta. Uno dei pochi giocatori di serie B che sarebbe capace di fare il difensore a uomo. Ministro degli esteri.
6,5salviato. Nel primo tempo asfalta Morosini e supporta sempre l’azione, nella ripresa soffre solo un paio di guizzi di Colomba. Ministro per le fasce più deboli.
7luci. Sfiora due volte il gol. L’avrà mica fatto apposta per non pagare l’aragosta ad Aldo Agroppi? Fisicamente sta bene, è un grillo, quando gira lui siamo a metà dell’opera. Ministro dello sviluppo (dell’azione).
7duncan. Il suo corpo va studiato. Ma cosa gli hanno messo al posto della pelle? Sembra d’acciaio, gli vanno addosso e ci rimbalzano. Il suo avversario ha iniziato la partita e si chiamava Legittimo, l’ha finita e si chiamava Impedimento. Ministro degli interni.
6,5gemiti. A 33 anni c’è chi fatica a montare tre scale, lui va avanti e dietro sulla fascia sinistra da più di vent’anni e non può reggere 42 partite allo stesso ritmo. Ha avuto un calo, Nicola è stato bravissimo a gestirlo, ora è in netta ripresa. Cancella il povero Scalise e sforna palloni da sinistra. Ministro alla tutela del territorio.
7belingheri. L’Ascoli gioca con 5 centrocampisti più Fossati che fa l’elastico con la punta Soncin. In realtà il Livorno è sempre in superiorità, anche per merito di Belingheri che si sdoppia. Uno dei pochi trequartisti che non cerca dribbling inutili e sa fare il centrocampista vero. Ministro dell’economia (di squadra).
6.5dionisi. Se un po’ lo conosciamo, è lì orgoglioso della vittoria ma un incavolato per non aver segnato. Caro Fede: se siamo lassù è anche per merito dei tuoi sacrifici, di come disturbi i difensori, di quanto ti muovi per liberare spazi a Paulinho o Belingheri. Ministro del lavoro.
8paulinho. Quando esce, si alza in piedi anche Igor Protti per applaudirlo. Nessun paragone, per carità. Di certo in quel gol dopo neanche 1’ c’è tutto il suo repertorio: forza fisica per difendere palla, rapidità per puntare l’area, classe per piazzare il pallone con un destro al giro. Facciamo così: ci prometti che se andiamo in serie A resti con noi? Ministro dello spettacolo.
6,5Schiattarella. Entra al 21’ st per Salviato. Corsa e copertura.
6,5cellerino. In campo dal 30’ st per Paulinho. Fa a sportellate, segna un gol in fuorigioco e poi regala l’assist a Bigazzi. Bravo.
7bigazzi. Dentro al 42’ st per Dionisi, va a fare la seconda punta. E timbra la sua seconda rete stagionale. Un ragazzo che Nicola apprezza da morire.
8NICOLA. Quando osservi il Livorno, ti accorgi che niente è casuale. Il 110 e lode preso all’esame di allenatore, era figlio delle sue capacità tecniche. Ma poi ci sono quelle umane, motivazionali che scopri solo fuori dalle aule. Sta facendo un lavoro strepitoso. Della partita di ieri ci piace ricordare non una scelta tattica ma un flash particolare. Eravamo intorno al 15’ del primo tempo, partita nel vivo: dalla Curva Nord hanno alzato uno striscione per ricordare Davide, il pompiere livornese morto in settimana, gridando “basta morti sul lavoro”. Nicola si è voltato, ha osservato e si è messo ad applaudire. È lui il nostro Presidente del Consiglio.
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