Gioco
Un calcio alla crisi con quattro giorni di gol e spettacolo
Si chiude alla grande anche la settima edizione: 28 squadre, 500 giocatori, boom in alberghi e ristoranti
LIVORNO. Sette edizioni in archivio. La crisi batte cassa ma lo spettacolo va avanti, e da oggi già si pensa a programmare la prossima puntata di una storia che si avvicina sempre più al decennale. Che ci arrivi questo Trofeo Città di Livorno, per il nome che porta e l’esempio che dà ricordando due big del calcio livornese, portando in città il meglio del vivaio professionistico italiano, alla voce Giovanissimi ed Esordienti.
Ben 28 squadre partecipanti, 4 giorni di eventi, uno speso per la gran cerimonia inaugurale a Villa Cayes, gli altri 3 riempiti dalla bellezza di 56 partite in totale, giocate da un esercito di oltre 500 giocatori. Tutti i numeri del Trofeo Città di Livorno, edizione VII distribuita da venerdì a ieri pomeriggio, su 4 prati della città. Rossano Giampaglia e Gian Pietro “Pepo” Tagliaferri sono i due big ai quali è intitolatala la manifestazione, divisa in due competizioni che scorrono parallele fino all’incoronamento delle regine. Che alla settima edizione sono il Venaria Reale, dalla provincia di Torino, per il Tagliaferri (categoria Esordienti, anno 2000), e il Padova per il Giampaglia (categoria Giovanissimi, anno 1999).
Due finali consecutive hanno animato ieri il manto principale di Stagno, eretto a main stage dell’evento, dato che quest’anno è mancata la cornice ideale dello stadio Armando Picchi. Un peccato, ma almeno la pioggia ha risparmiato l’ultima giornata, perché a Stagno non ci sono tribune coperte e così la gente accorsa in ordine di centinaia si è potuta godere in serenità lo spettacolo.
Il Trofeo Città di Livorno è anche un giro di economia per la città, dato che alberghi e ristoranti si riempiono nel weekend pasquale che porta giocatori e famiglie al seguito, popolando Livorno di gerghi e colori di altre città. «È andato tutto bene – commenta emozionata Paola Giampaglia. Solo il tempo si è messo contro, ma per il resto si è visto bel gioco, entusiasmo e un’avventura che continua e speriamo si ripeta anche il prossimo anno, con la forza di un comitato organizzatore al quale sono sempre molto grata. Quest’anno non c’erano squadre straniere, ma la cosa non mi è dispiaciuta, perché vedere club da tutta Italia è un dato che mi dà orgoglio».
Paola Giampaglia, figlia di Rossano, è presidente del comitato organizzatore, formato dall’Antignano Banditella. Un’emozione particolare, Paola l’ha vissuta quando ha visto Carina Vitulano, figlia di Miguel, entrare in campo per dirigere la finale del Giampaglia. «La sua presenza mi fa veramente piacere. Ci unisce il dolore per una scomparsa, ma poi Carina è un arbitro di spessore ed è un vero onore averla qui». E lei, l’arbitro che dirige l’atto finale accompagnato da altre 3 donne (Corsini e Ferrieri Caputi da assistenti, Toschi da quarto uomo), ribatte: «Quando mi hanno chiamata, non ho esitato un attimo a dire di sì».
Una volta spente le ostilità, dal banchetto parte la consegna di trofei e targhe individuali. Si nota un certo Riccardo Sottil, premiato come Miglior giocatore in assoluto: è il figlio di Andrea ex serie A con Udinese, Torino e Fiorentina. E’ l’unico figlio d’arte presente, ma il suo Genoa si arrende al Padova di mister Paolo Birra, che dice: «Avevo già fatto 4 edizioni con il Vicenza, ma senza mai vincere. Ora che alleno il Padova, finalmente ce l’ho fatta a conquistare questo torneo bellissimo, in una città che ormai conosco quasi a memoria».
«Un’esperienza sicuramente da rifare - afferma invece Beppe D’Alesio, mister del Venaria Reale - Noi ci siamo imposti un po’ a sorpresa, ma l’appetito vien mangiando e allora speriamo di tornare nel 2014».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
